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The Poodles - "Sweet Trade" (AFM /Audioglobe )

Line up:

Jakob Samuel (vocals)
Pontus Norgren (guitar)
Pontus Egberg (bass)
Christian Lundqvist (drums)
 

voto:

6
 

recensione

I The Poodles sono diventati famosi appena l’anno scorso con il loro primo album “Metal Will Stand Tall” e quest’anno ritornano già con un nuovo full lenght intitolato Sweet Trade. I The Poodles sono quattro svedesi che hanno già superato tutti la trentina e questo si sente anche dal loro suond: Sweet Trade è un album Rock ‘n Roll. Rock ‘n Roll come le note che si sentivano alla fine degli anni ottanta dalle chitarre dei Motley Crue o dal palco degli Skid Row. Il problema è che, dalla fine degli anni ottanta, di band che hanno suonato sulla falsa riga di Guns ‘n Roses e soci ce ne sono state fin troppe, fino ad arrivare oggi con i The Poodles.
Insomma questo gruppo è un po’ come i nostri Finley, (quello di “diventerai una star” per intenderci tra di noi che ascoltiamo la radio col contagocce) che non suonano male e se facendo un viaggio in macchina si ascoltasse un loro album sicuramente nessun passeggero si lamenterebbe troppo, ma di certo, non sarebbe un viaggio indimenticabile. Insomma si poteva fare a meno dei Finley tanto quanto dei The Poodles.
Sweet Trade si apre con “Flesh and Blood”, un’orecchiabile canzone Rock ‘n Roll che ha nel ritornello il suo punto di forza. La successiva, “Streets of Fire” è invece, più heavy e trae la forza dalla batteria di Christian Lundqvist che spinge sui riff di Pontus Norgren, il chitarrista, anche qui il ritornello è uno di quelli che rimane subito in testa, ma forse solo perchè si è già sentito qualcosa di questo tipo.
La quarta canzone, “Walk the Line”, è ovviamente quella che concede un po’ di riposo (come in tutti gli album fotocopia che si rispettino) per poi ritornare sul Rock ‘n Roll con la successiva “Thunderball”. L’album poi rimane su questi standard per le successive sette canzoni…
Sweet Trade non si può certo dire che abbia delle gravi lacune o che sia mal suonato ma gli unici commenti a queste canzoni sono “Rock ‘n Roll classico” o “orecchiabile” niente di entusiasmante, niente di nuovo ma soprattutto nessuna sperimentazione…
Se potessi dare un consiglio a questa band, sarebbe quello di aspettare un po’ di più per il prossimo album e di lavorare meglio sulle canzoni. Sono davvero pochi che possono fare due album seri a distanza di un solo anno l’uno dall’altro, la tecnica e la voglia questi ragazzi ce l’hanno, forse hanno avuto solo un po’ di fretta.

Recensione di Tommaso Bonetti

tracklist

  1. Flesh and Blood
  2. Streets of Fire
  3. Seven Seas
  4. Walk the Line
  5. Thunderball
  6. Reach the Sky
  7. We Are One
  8. Without You
  9. Band of Brothers
  10. Heaven's Closing In
  11. Kiss Goodbye
  12. Shine

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