Eccolo qui! A due anni di distanza dall'acclamato "Malae Artes" i nostrani Macbeth sfornano il loro nuovo lavoro. Il precedente disco aveva riscosso
davvero un buon successo quindi la formazione meneghina si è trovata, volente o nolente, a quel punto di svolta che ha segnato il destino di
numerose band.
A questo punto era in gioco il destino del gruppo che aveva solamente due possibilità: riconfermarsi come astro nascente del gothic metal
sfornando un lavoro all'altezza del precedente disco o non esserne in grado mandando così gambe all'aria tutti gli anni di fatiche e sacrifici compiuti
per arrivare a questo punto.
Questo disco però non rispecchia né la prima né la seconda opzione, "Superangelic Hate Brigners" supera ogni aspettativa rivelandosi il miglior
disco della band.
Un disco maturo con un sound personale che prende a sufficienza le distanze da altre formazioni.
I suoni più aggressivi e leggermente sporcati aggiunti ad una produzione eccellente hanno fatto davvero la differenza, per non parlare poi delle
prove vocali di Andreas e Morena.
Niente sfoggi super lirici ma nemmeno banali vocalizzi pseudo pop per la parte femminile e niente eccessi in scream dalla parte maschile.
Il duo appare affiatato come non mai e così parti pulite cedono naturalmente il passo a qualche sfuriata di Andreas ma senza mai cadere
nell'eccessivo o nel banale.
Per quanto riguarda i musicisti nulla da dire a parte magari un appunto personale, a mio avviso l'apporto di una seconda chitarra avrebbe reso il
sound ancor più pesante ed incisivo ma questo è, come già detto, un appunto di chi è abituato a far girare nello stereo generi musicali più "pesanti".
Ottima la opener "Don't Pretend", mentre in "With out You" troviamo un buon guitar solo di Max, qualcosa che non si sente suonare tutti i giorni in
dischi di questo genere musicale ma tutte le canzoni, potendo vantare differenti peculiarità, risultano interessanti e personali, da ascoltare e
riascoltare fino a carpirne l'essenza.
Per gli amanti della band questo è un lavoro imperdibile mentre in generale per chi segue il gothic i Macbeth potrebbero rappresentare una valida
alternativa al calderone di band clone che stanno invadendo prepotentemente il mercato.
Recensione di Paolo Manzi
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