Ultima fatica dei Subway to Sally, ed è davvero una fatica ascoltarlo fino in fondo.
Un album a mio parere deludente, a causa forse della totale mancanza di originalità che sempre, fin dagli albori, ha distinto questa band.
Il cd inizia con "Meine Seele Brennt", un lavoro che mette in risalto forse un po' troppo la vena "gothic" o pop che dir si voglia, ed inconcepibile è la
quasi totale assenza di violino e chitarra acustica.
Comunque non ci scoraggiamo, spesso brani del genere hanno tinto i loro album, senza appesantire ma semplicemente sottolineando così dei veri
capolavori.
Con "Puppenspieler" le cose sembrano migliorare, la canzone richiama molto lo stile di "Bannkreis", e riesce quindi a riprendersi un po' di
attenzione.
Attenzione che non fatica ad andarsene durante una "Auf Kiel" ripetitiva e monotona.
E se i primi 15 secondi di "Umbra" possono ricordarci i tempi d'oro di "Alle, psalite cum luya" sono i restanti 3 minuti e 40 a ricadere in una canzone
che potrebbe andare benissimo come sigla di un cartone animato.
Con "Voodoo" ritroviamo finalmente un pò di originalità: introduzione e parti affidate ad una voce etnica ed un ritmo sostenuto lo rendono un brano
nel complesso ascoltabile.
"Wehe Stunde" avrebbe probabilmente dovuto essere la canzone sentimentale del cd ed una lontana parentela con "Feuerkind" la rende si triste,
ma non certo ai livelli di "Seemannslied".
"Die Trommel" ci riserva invece dei bellissimi pezzi di tastiera che aiutano a risollevare una canzone che altrimenti definire banale sarebbe stato un
lusso.
Evito di citare "Unentdecktes Land" e "Hohelied", davvero, come se non le avessi sentite.
Finalmente arriva il momento delle due tracce migliori del disco: "Canticum Satanae" e "Tanz Auf Dem Vulkan".
La prima, bellissima intro in stile gregoriano, e la seconda, tradizionale canzone alla StS, un bellissimo ritorno di violino e di altri strumenti tipici,
suoni folkloristici (azzarderei quasi country^_^) e finalmente un ritmo che ti invita a saltare e divertirti, cose d'obbligo in un concerto dei Tedeschi.
Potevano chiudere con questa, e risparmiarci così la banalità strappalacrime di "Fatum"?
No, infatti ci angosciano anche con la tristissima "In Der Stille" perseverando fino alla fine.
Cosa dire? So bene che questa proposta in Germania non è rivolta solo ad un ristretto pubblico di metallari, e che quindi per quelli meno "fedeli"
sarà semplice approvarla, ma è stata davvero una delusione.
Arrivati quasi all'apice con il bellissimo "Nord Nord Ost", forse avrebbero dovuto aspettare e pensarci un attimo di più prima di sfornare l'ultimo
album.
Sappiamo comunque che il forte di questa band si ha nelle loro magnifiche esibizioni live, e che sicuramente sapranno far rivivere persino
quest'ultima oscenità in maniera quasi perfetta.
Forse dovrebbero prendersi una pausa dallo studio e dedicarsi solamente ai concerti.
Ma preferisco credere che sia stato solo un momento di "crisi creativa" e aspetto dunque il loro prossimo lavoro, sperando che riprendano le lodi
che si meritano.
Recensione di Nana
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