Chissà quale era il legame tra gli Opeth e la casa discografica che li ha lanciati…è si perché dopo essere passati sotto Roadrunner Records con l’ultimo album, “Ghost Reveries”, la band di Mikael Åkerfeldt torna a pubblicare questo doppio live (il primo in carriera) per la leggendaria (parole di Mikael) Peaceville Records.
Questo live rappresenta, ancora una volta a detta del leader svedese, la migliore performance della band durante l’ultimo tour della band e bisogna anche ricordare che si tratta dell’ultimo lavoro in cui è presente lo storico chitarrista Peter Lindgren che ha lasciato gli Opeth nel 2007 dopo 16 anni di militanza.
“The Roundhouse Tapes”, due cd per nove pezzi, ma si sa i brani della band svedese son caratterizzati della lunga durata, come anche dai repentini cambi di atmosfera e di ritmo, che li hanno issati nell’olimpo dei grandi. La tecnica dei musicisti non si discute e questo live, che ripercorre l’intera carriera della band da “Under The Weeping Moon” (estratta dal primo album “Orchid”) alla nuova “Ghost Of Perdition” dimenticando soltanto il controverso “Deliverance”, ne è la riprova: se non si sentisse il pubblico, ma soprattutto i siparietti comico-demenziali di Åkerfeldt, si potrebbe quasi pensare di essere all’ascolto di un best of.
Sicuramente un ottimo lavoro, però trattandosi di un live, il metro di valutazione rimane più basso, nonostante l’enigmatica (un capolavoro) cover firmata da Trevis Smith.
Tracklist:
Disc 1
1. When
2. Ghost of Perdition
3. Under the Weeping Moon
4. Bleak
5. Face of Melinda
6. The Night and the Silent Water
Disc 2
1. Windowpane
2. Blackwater Park
3. Demon of the Fall
Recensione di Dimitri Borellini
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