Secondo album dei finlandesi Thunderstone, gruppo Prog/Power messosi in luce già con l’omonimo debut album e paragonati spesso a gruppi come Stratovarius (a cui hanno anche fatto da spalla), Sonata Arctica e simili. Subito con la prima traccia si fa sentire la buona tecnica di cui è dotata la band, con la voce potente di Pasi Rantanen che spicca tra parti più melodiche e parti prettamente prog e subito si capisce il paragone con la band di Tolkki. Segue “Break the emotions”, song dal ritmo incalzante in cui Nino Laurenne inizia a dare sfogo ad assoli e potenti riff con la sua chitarra, che percorrono le varie tracce del disco e caratterizzano l’apertura di “Tin star man”, canzone ben riuscita, molto veloce, dove ancora una volta Pasi dà pieno sfoggio della sua abilità come cantante. Un'altra canzone che potrebbe avere successo è “Sea of sorrow”, più melodica e in cui è dato ampio spazio alla tastiera, con un ritmo lento che contrasta con l’aggressività della traccia successiva. Con “Drawn to the flame” Rantanen si scatena negli acuti in una canzone energica a cui seguono la buona “Forth into the black” ed infine “Evil Within”, song conclusiva che ricorda nella tastiera “Wolf and Raven” dei Sonata e caratterizzata da una lunga parte strumentale in cui chitarra e basso si “sfidano” accompagnate dagli altri strumenti.
Nel complesso l’album mostra quello che si è già visto con il lavoro precedente: una band molto valida a livello tecnico e da tenere d’occhio per gli amanti del genere, anche se a volte si fa sentire fin troppo la somiglianza con gruppi ben più affermati, comunque un lavoro degno di un ascolto attento da parte di una band emergente che quest’anno parteciperà al 15° anniversario del Wacken Open Air, in cui saranno messe a dura prova le loro capacità in sede live.
Per i fans più accaniti è disponibile una versione digipack con ben sei bonus track, tra cui cover di Metallica, Judas Priest e Manowar e tre demo.
Recensione di Marco Manzi
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