I palermitani Shock Troopers, nati nel 2001 ed inizialmente votati a sonorità punk/rock ispirate a Ramones e Motorhead, si spostano poi anche grazie a diversi cambi di formazione verso un sound decisamente più duro, un Thrash-core che richiama alla mente i Sodom (come nella cover di questo disco), ma anche band come Nuclear Assault e Suicidal Tendencies.
Dopo molte esibizioni live arriva nel 2007 il primo disco, che è ora ristampato per la Punishment 18, e contiene brani provenienti dal demo di tre anni prima, pezzi più recenti e la registrazione live di due di questi (anche se c’è da dire che la qualità di queste ultime non è certo eccezionale…). La grinta e la passione ci sono e si vedono fin dalla prima traccia, e nella mezz’ora scarsa di questo debutto gli Shock Troopers si dimostrano un piacevole passatempo per chi è all’ascolto, con le loro canzoni in stile eighties, per lo più veloci e tirate, ed impostate su di una base ritmica trascinante e dei buoni riff da parte delle due chitarre. Spiccano tra gli altri oltre alla titletrack, la potente “Goodbye Liver” (inno alcolico introdotto da una citazione di Homer Simpson), così come “O.P.A.”, e la conclusiva “Stranglehold”.
Un disco che non aggiunge nulla di innovativo, ma che si fa ascoltare senza un attimo di noia, anche se l’impressione è che il punto di forza della band dev’essere più la resa dal vivo. Non convincono invece molto le backing vocals, ed alcune parti legate ancora al sound originale della band, ma a parte questo direi che si può considerare un buon disco d’esordio per la formazione siciliana.
Recensione di Marco Manzi
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