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Heidevolk - "Walhalla Wacht" (Napalm Records/Audioglobe)

Line up:

Joost Vellenknotscher - drums, backing vocals
Joris Boghtdrincker - vocals, acustic guitars, bull horn
Mark, Splintervuyscht - vocals
Heamon Bomenbreker - guitar, back vocals
Howan Hoodbaert - bass, bull horn
Sebas Bloeddorst - guitar, back vocals, bull horn


Sessionmembers:
Stefanie Speervrouw - Violin
Davis Miles - tin whistle
 

voto:

8,5
 

recensione

Complimenti a Napalm Records, la prestigiosa label austriaca ha messo a segno un vero colpo aggiudicandosi gli olandesi Heidevolk.
Questi ultimi si erano fatti notare con l'autoprodotto "De Strijdlust is Geboren" ed il successivo EP "Wodan Heerst", un tour di spalla ai Kampfar li aveva fatti conoscere in tutta Europa. Nel 2007 un seguente tour da co-headliner con i tedeschi Gernotshagen conclusosi magnificamente sul palco del Ragnaröl festival a Lichtenfels ha reso il sestetto uno dei più richiesti e supportati nell'ambito pagan.
La peculiarità di questo gruppo va essenzialmente ricercata nel canto, due voci maschili si affiancano su differenti modulazioni alternando pulito a growl, dando già vita a melodie di per sé indipendenti dagli strumenti musicali.
La tecnica dei due frontman è notevole e si sente; Mark Splintervuyscht si occupa delle note alte limitandosi al pulito, ma vantando una formidabile estensione vocale mentre il compagno Joris Boghtdrincker gioca su melodie più basse infarcendo il tutto con qualche passaggio in growl.
La base musicale, sempre ammesso che di base si possa parlare, è in prevalenza un classico metal dalle chitarre heavy con una batteria che spesso riprende ritmiche black, anche le chitarre comunque non disdegnano di strizzare l'occhio a qualcosa di più estremo, vedasi la title track. Non possono ovviamente mancare passaggi folk, come il corno all’apertura di "Koning Readboud" o il violino di "Wodan heerst" o tracce puramente folk come "Hulde aan de hastelein" che proiettano direttamente nella lunga casa dove i guerrieri vichinghi si ritrovavano la sera a bere idromele.
E così da una scena la cui fiamma sta bruciando troppo velocemente esaurendo le buone idee di partenza, ogni tanto è ancora possibile trovare gruppi che hanno ancora molto da dire, ecco quindi il perché dei complimenti a Napalm Records, che ancora una volta ci ha regalato una band di notevole spessore, che non può che essere apprezzata da tutti i cultori del genere. Buon ascolto!

Recensione di Paolo Manzi

tracklist

  1. Saksenalnd
  2. Koning Radboud
  3. Wodan Heerst
  4. Hulde aan de kastelein
  5. Walhalla Watch
  6. Opstand der bataven
  7. Het Wilde heer
  8. Naar de hat det gevallenen
  9. Zwaarden geheven
  10. Dageraad

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