Squadra vincente non si cambia! Chissà quante volte l'avrà pensato il buon zio Lemmy nel corso di questi ultimi anni! Fautore di un sound a cavallo tra hard (ma very hard) rock e blues, con quella voce al vetriolo, spesso stonata ma unica al mondo, l'artista inglese, ma ormai di casa a Los Angeles, con questo nuovo Motorizer giunge a quota 24 dischi, 19 quelli registrati in studio.
Aspettarsi qualche innovazione da chi ha scoperto una formula vincente frutto di un trentennio di attività on stage, studio, alcool e qualche eccesso, è francamente un controsenso.
Ed infatti il disco suona ancora una volta dannatamente Motorhead dalla prima "Teach you How to Sing the Blues" fino alla conclusiva "Buried Alive".
La band si presenta ancora in forma smagliante e tutti gli 11 pezzi che compongono il platter si prestano ottimamente per essere ascoltati a tutto volume nello stereo di casa così come ad essere riproposti in sede live.
Non possono mancare alcuni ovvi paragoni, l'attacco iniziale di "Runaround Man" ricorda in maniera sorprendente "Aces of Spades" mentre ritornello di "English Rose" riporta alla mente "Born to Rise Hell" e di conseguenza il film culto "Airheads".
Ma che ci siano tutte queste somiglianze alla fine interessa? Effettivamente un fan del trio non troverà una canzone "brutta" solamente tanto rock n'roll in stile Motorhead, per inciso stiamo parlando di musicisti che hanno fatto la storia del genere in questione. Quindi per chi adora divertirsi, per chi ama il sound a palla dei Lemmy, Phil e Mikkey questo è sicuramente l'ennesimo disco da avere, ascoltare a tutto volume in nome del ROCK N'ROLL!.
Recensione di Paolo Manzi
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