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Jemineye - "Restless Hearts" (Autoprodotto/***)

Line up:

Valentino Valenti - voce
Matteo Marano - chitarra, arrangiamenti, programming
 

voto:

7,5
 

recensione

Nel 2004, nei locali di Catania, girava una cover band dei Megadeth chiamata Mechanix. Purtroppo però dopo un intenso ma breve periodo di esibizioni live, i Mechanix si sciolgono per via alcune divergenze di obbiettivi e motivazioni personali dei componenti. Tuttavia, il vocalist Valentino Valenti e il polistrumentista Matteo Marano, avevano ancora molto da dire nell’ambito metal e di conseguenza fondarono gli Jemineye.
La particolarità principale degli Jemineyes è che sono composti unicamente dai due membri sopracitati, ma sono così bravi che riescono a rendere come un gruppo composto da tre o più persone. I Jemineye di fare cover dei Megadeath hanno smesso, ma il loro timbro musicale è rimasto legato a doppio filo al thrash metal ottantiano della bay area, con chiari tributi a Metallica, Exodus ovviamente megadeath e non manca neanche qualche spruzzatina di sound slayeriano a condire il tutto.
Le tematiche affrontate in Restless Hearts nascono da alcune idee sviluppate da Matteo durante il periodo di militanza nei Mechanix e riguardano principalmente tematiche di carattere introspettivo come il disagio che un modo comune di vivere intriso di compromessi e di opportunismo genera in coloro che riescono a trovare una strada da percorrere solo ascoltando il cuore; le incertezze generate dalle molteplici possibilità di scelta su cosa fare nella propria vita; i pensieri di chi si accinga a compiere un viaggio senza ritorno e l’illusione come mezzo per aggirare il dolore.
Il bellissimo sound di Restless Hearts contribuisce ad avvalorare le tematiche così intime e profonde dei testi perché anche se prende molti spunti dalle band da me sopracitate, non riflette la loro stessa rabbia almeno non in maniera così brutale. Nel senso che il sound dei Jemineye è riflessivo e quasi dolente anche se si serve di chitarre granitiche e di voce al vetriolo. Le atmosfere che riesce a generare, si potrebbero tranquillamente accomunare a quelle di alcune band gothic. Questo è senz’altro un disco creato con il cuore e con la passione che alla rabbia sa accomunare melodie molto belle, senza avere vergogna di usare cose poco thrash come ad esempio dei passaggi alla tastiera. Restless Hearts è veramente un disco poliedrico che offre varie chiavi di lettura e molteplici sfaccettature. Nella sua composizione non c’è una sbavatura che sia una e tutto è al giusto posto per creare un lavoro di pregevole fattura e che ha veramente qualcosa da dire e da insegnare. Veramente da ascoltare.

Recensione di Elisa Mattei

tracklist

  1. My Direction
  2. Bite Your Pain
  3. Lust for Death
  4. Impossible Reality
  5. A Way for Tomorrow

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