Però! Niente male questi Ligeia proposti da Ferret Music! Sound moderno e americano senza sbavature, produzione forse troppo “cicciona” ma proprio per questo diversa da band che suonerebbero commerciali con le loro distorsioni finte. Un misto tra Deftones, As I lay Dying e August Burns Red, con spruzzate di emocore qua e là che normalmente mi stomacherebbero ma che in questo caso si rivelano azzeccate. Ovviamente non si può gridare al miracolo artistico ascoltano band di questo tipo, ma è anche vero che in alcune situazioni musica come questa può rivelarsi efficace, quando si vuole uscire da quella malinconia un po’ particolare e quasi inspiegabile. Molto bravo anche se poco in luce il chitarrista Ryan Ober, dei quattro del Massachussets quello che mi ha più impressionato, forse l’unico in grado di uscire dal filone del già sentito. I brani migliori del disco, per chi volesse farsi un’infarinatura, sono oggettivamente la title track, “Johnny Cash” (gran bel titolo ed omaggio ad un grande artista), l’acustica ed intima “Heroin Diaries” e la penultima “Thanks for Nothing”, che testimonia l’attenzione che i Ligeia danno alle loro liriche, mai troppo scontate. Il nome, preso da un racconto di E. A. Poe ha forse poco a che vedere con il progetto artistico dei quattro americani ma è un buon monicker e ha anche un appeal abbastanza commerciale, cose che sicuramente a band di questo tipo non dispiace affatto. C’è di meglio anche nel loro campo, ma questo non significa ignorarli. Bravi.
Recensione di Riccardo “Rik” Canato
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.