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Tronus Abyss - "Vuoto Spazio Trionfo" (ATMF/Masterpiece)

Line up:

Atratus – Vocal
Il Monaco - Keyboards
Mord - Guitar, machines, samplers
 

voto:

8,5
 

recensione

Fare una recensione di un album del genere è sempre difficile, vuoi un po’ per la proposta complessa del gruppo, vuoi per i diversi generi contenuti nel disco, ma una cosa però è certa: ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente geniale e elaborato.
I Tronus Abyss sono una realtà torinese attivi oramai dal 1994 e dopo il trascurabile debutto discografico hanno poi intrapreso un cammino tortuoso e sperimentale con i successivi lavori, aggiungendo al loro black metal sinfonico iniziale altri elementi che spaziano dall’industrial al folk e dall’ambient all’elettronica, insomma una proposta decisamente azzardata e complicata. Questa loro quarta fatica è l’ennesima e forse definitiva prova del bagaglio artistico davvero amplio che hanno questi musicisti, “Vuoto Spazio Trionfo” infatti oltre che alle contaminazioni già elencate vanta anche di una certa abilità nel saper gestire le proprie composizioni e strutturarle in modo tale da ricreare coi vari pezzi dei veri e propri momenti profondi che vanno a toccare nel segno i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Con questo cosa voglio dire? L’album contiene tredici brani, ognuno dei quali ha una personalità propria che sembra volerci parlare e persuadere le nostre menti, quasi come se stessimo vivendo un film o una situazione surreale fino ad oggi vissuta solo nei sogni o negli incubi, un esempio lampante potrebbe essere la strumentale e breve “Cerimonia Dello Spazio”, dove il suono particolare del pianoforte ci catapulta per un attimo in una casa abbandonata, dove gli spettri del passato suonano questo strumento per piangere la loro ipotetica triste fine. Altro esempio che balza subito all’orecchio è “Cerimonia Del Vuoto” dove pare quasi di trovarsi su un monte desolato e sentire il suono degli antichi spiriti e il viavai dei pascoli passati. Un pezzo come “Montagne Ad Ovest” ci regala invece quattro minuti entusiasmanti di riflessione musicale, accompagnati dal suono soave di una chitarra classica e da quello di un campanello che al contrario appare quasi ossessivo, il tutto farcito dalla voce profonda e morbosa di Atratus che nell’album in generale dà un contributo non indifferente ai pezzi, interpretandoli nel migliore dei modi grazie alla sua negatività combinata magnificamente con le liriche.
Un lavoro che per chi associa la parola metal a “velocità” o “potenza” non gradirà nemmeno un briciolo, al contrario chi è in cerca di suoni sempre più complessi e sperimentazioni musicali malatissime troverà in questo “Vuoto Spazio Trionfo” uno dei dischi dell’anno.

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Trasformazione
  2. Cerimonia Del Vuoto (Mantra Tibetano Alle Divinità Ctonie)
  3. Morte Di Una Coscienza
  4. Montagne Ad Ovest
  5. Samadhi Aos
  6. Cerimonia Dello Spazio
  7. La Macchina Morbida
  8. Reincarnazione (La Burla)
  9. Spazio Tempo E Fumi Di Metano
  10. Il Mio Canto Libero
  11. In Vetta, Con Muli Ed Alpini
  12. A Pan
  13. Il Mai Nato

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