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Cannibal Corpse - "Evisceration Plague" (Metal Blade Records/Audioglobe)

Line up:

George Fisher - Vocals

Pat O'Brien - Guitar

Rob Barrett - Guitar

Alex Webster - Bass

Paul Mazurkiewicz - Drums
 

voto:

7,5
 

recensione

C’è chi ha ancora il coraggio di dire che il metal estremo è trascurato da molti! Alla faccia!!
Da qualche anno a questa parte stiamo vivendo a un vero e proprio fenomeno di conquista massiccia da parte della fetta più provocatoria e malvista della nostra musica preferita, grandi conferme, nuove leve promettenti, reunion a volontà, che altro volete ancora? I Cannibal Corpse sono sicuramente una delle formazioni che più rappresenta queste parole, negli ultimi tempi infatti hanno trovato ampli consensi tra il pubblico, accaparrandosi grazie all’ottimo “Kill” e agli altri dischi del nuovo millennio una fetta di fan che probabilmente non si sarebbero mai immaginati di avere a inizio anni ’90, dove il diabolico Chris Barnes capitanava una formazione selvaggia e senza nessuna regola se non quella della brutalità. Cose di altri tempi!! Siamo a febbraio 2009 e la band di Tampa se ne esce con questo “Evisceration Plague”, album che a distanza di tre anni dal suo fortunato predecessore vuole dimostrare che Fisher e soci sono ancora in grado di buttar fuori un lavoro degno del loro monicker , cosa che per metà viene realizzata e per metà purtroppo no.
Tanto per cominciare la copertina è davvero pessima, c’è gente che urla a grande voce quelle immagini ultra trasgressive e provocatorie della prima fase storica della band, ma questo è il meno, concentriamoci invece sulla parte musicale: anzitutto c’è da dire che fin dalla prima traccia si fa quasi fatica a riconoscere la voce di Fisher, se in passato si era distinta dalle altre per la sua potenza disumana ora è diventata molto fiacca e svogliata, rendendo monotono l’ascolto in alcuni passaggi del disco. La tracklist poteva sicuramente essere studiata meglio, molti pezzi sembrano messi li giusto per far numero e anche se la cosa non è propriamente fondamentale manca la caratteristica opener ammazzacranio che i Cannibal ci avevano abituato a sentire praticamente da sempre.
La parte strumentale al contrario non si tocca, se non è la perfezione poco ci manca, ascoltare ancora una volta quei mostri di Pat O'Brien e Alex Webster assieme non ha prezzo, questi musicisti sono l’incarnazione della combo perfetta tra chitarra e basso, aggiungeteci poi quel mostro di Paul la dietro a pestare come un dannato e ottenete una miscela irresistibile di adrenalina e cattiveria allo stato selvaggio, ne sono un esempio lampante pezzi come “Scalding Hail”, “A Cauldron Of Hate” e la titletrack stessa, quest’ultima caratterizzata da tempi lenti e oscuri, con una forte presenza di melodia ben gestita dalle due chitarre che per tutta la durata dell’album si impongono prepotentemente sia nella sezione ritmica che solista.
C’è da aggiungere poi che a differenza dei classici lavori dei nostri, questo “Evisceration Plague” salvo qualche pezzo fiacco, è sicuramente un lavoro estremamente vario che nota l’assenza del classico pezzo che racchiude l’essenza dell’opera in sé, poco male direte, sta a voi decidere quale faccia vi sorprenderà maggiormente. I Cannibal vacillano, ma non per questo cadono, sono ben oltre la sufficienza anche questa volta e sono convinto che nel prossimo tour assieme ai Children Of Bodom ne vedremmo delle belle!!

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Priests of sodom
  2. Scalding hail
  3. To decompose
  4. A cauldron of hate
  5. Beheading and burning
  6. Evidence in the furnace
  7. Carnivorous swarn
  8. Evisceration plague
  9. Shatter their bones
  10. Carrion sculpted entity
  11. Unnatural
  12. Skewered from ear to eye

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