La domanda è, si può essere "alternativi" pur avendo come qualità maggiore quella di essere una band super-ortodossa?
La risposta è si, soprattutto quando si parla degli Skelator, gruppo americano dedito ad uno speed-epic di matrice completamente teutonica, sfido chiunque infatti a non accostare la band di Seattle ai defender tedeschi Sacred Steel.
Alternativi perchè negli U.S.A. questo sound è poco più che un ricordo e comunque, anche negli 80's non è che ci fossero migliaia di bands che suonavano uno speed sgraziato e intransigente che, ogni tanto sconfina nell'epic, grazie a mid tempos evocativi e lyrics prettamente battagliere.
"Time of the sword rulers" però, non è un album a tutti gli effetti ma, piuttosto la summa di ciò che gli Skelator hanno prodotto fin ora, ovvero un Ep, uno split e qualche bonus track per arricchire il tutto, quindi dimenticatevi produzioni scintillanti e amenità varie se volete accostarvi al sound old-fashioned della band in questione.
In ogni caso gli Skelator si fanno apprezzare per la proposta contro corrente, date le sonorità in voga ora negli States, di certo devono ancora crescere e smussare qualche imprecisione, non troppe però, onde evitare di perdere la carica guerriera che li contraddistingue, intanto godiamoci brani super true come "Death to the false", "The dark tower" o la tiratissima e primordiale "Heavy Metal sacrifice", molto in Razor style, o ancora la furiosa "Siege of Gondor".
Attenti quindi alle proposte della Metal on Metal records e della sua branca più oltranzista e grezza la Raw appunto, poichè ci saranno molte altre band come gli Skelator, band dedite al sacro verbo del True Metal!
Recensione di Alessio Aondio
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