Ed eccoci a recensire l’ennesimo lavoro per gli statunitensi grind-gore-death metaller Mortician.
Partiamo subito con il dire che la band di New York con questo “Zombie Apocalypse” non provano nemmeno a mutare le coordinate stilistiche presenti nei loro precedenti platters: anche questa volta ci troviamo di fronte a tonnellate di samples tratti da ogni tipo di film horror di “serie Z” che ci parlano di sgozzamenti, smembramenti e inverosimili mostri delle paludi. Musicalmente parlando il classico death che alterna sfuriate alla velocità della luce a pezzi più groovy (ottimi probabilmente in sede live!) è il marchio di questo lavoro, dove sin dal primo ascolto si nota la “strana” batteria utilizzata.
Ed è proprio la sezione ritmica che caratterizzerà (nel bene e nel male…) la storia dei Mortician dal 1991 a oggi: infatti sin da allora, dopo aver allontanato il batterista Matt Sicher, i due membri restanti nella band hanno prodotto i loro lavori utilizzando una drum machine, divenendo precursori di una scelta che in tempi non sospetti ha fatto la fortuna di altri gruppi grind death della scena moderna (chi ha parlato di Agoraphobic Nosebleed..?!). Peccato che anche questa volta il programming della drum machine, affidato a Will Rahmer, risulti estremamente noioso e con una scelta di suoni fin troppo “finti” per essere ritenuto come una valida alternativa alla batteria vera.
A parte questo, come si fa a rimanere impassibili a pezzi come l’opener “Devoured Alive” che inizia con un sample di quasi due minuti costituito da grida, urla di sofferenza e suoni di amputazioni varie, o la settima traccia “Horrified” (cover dei mitici Repulsion!) dove in una manciata di secondi ci si ritrova a fare headbanging contro il muro della stanza?
Sicuramente “Zombie Apocalypse” non è un disco da prendere sul serio (come d’altronde tutta la discografia dei Nostri) ma se lo si affronta con il giusto spirito goliardico e freak può regalare una mezzora di puro divertimento genuinamente splatter!
Signori, ecco a Voi la band autoproclamatasi "the most brutal fucking band in the universe!", o li si ama o li odia, niente mezze misure!
E se devo dare il mio giudizio, a livello di attitudine questo disco è veramente divertente, grazie agli “orribili” testi del combo americano, ma per quanto riguarda l’aspetto puramente musicale il voto è sicuramente basso, vista la pochezza di idee presenti nel solito disco gore dei Mortician.
Solo per fan sfegatati del gruppo.
Recensione di Manuel Molteni
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