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Hackneyed - "Burn After Raping" (Nuclear Blast Records/Audioglobe)

Line up:

Philipp Mazal - Vocals
Juan Sierra - Guitar
Devin Cox - Guitar
Alex - Büttner - Bass
Tim Cox - Drums
 

voto:

6
 

recensione

Li avevamo lasciati un anno fa con "Death Prevails", esordio sottotono di questa giovanissima band tedesca alle prese con un classico death metal dedito a scandire parti maggiormanete opprimenti con altre più melodiche, li ritroviamo ora con questo "Burn After Raping", disco che nel complesso non si discosta molto dalla struttura del suo predecessore, ma che in diverse parti ci fa sentire dei ragazzi alla ricerca di una propria personalità, decisamente un buon passo avanti. La grossa novità è senza dubbio il salto di qualità compositivo, se prima avevamo in fatti una caterba di pezzi messi assieme tanto per fare, ora troviamo un maggior occhio di riguardo sia ai singoli brani che alla tracklist, lunga ma abbastanza compatta. Analizzando i primi possiamo percepire la voglia di questi giovani di uscire dagli schemi, il groove deciso delle chitarre è nettamente cresciuto e l'alternanza con le parti melodiche risulta più ragionato e meno pasticciato che in passato, buona dimostrazione la troviamo in "Deatholution", "Home Meat Home" e la prepotente "Kingdom of Thoughts", tre pezzi che lasciano ben sperare per il futuro della band. Passando invece alla tracklist, come gia detto si dimostra meno dispersiva che in passato, tuttavia troviamo episodi che stonano parecchio, insomma le classiche toppe per allungare il disco e avere a disposizione più canzoni nel proprio curriculum, senza contare poi il calvario che bisogna sopportare per arrivare fino alla fine, 46 minuti sono relativamente pochi ma se vengono sfruttati come lo fanno gli Hackneyed l'ascolto diventa velocemente opprimente e stancante, sicuramente un lato da riguardare. Da segnalare poi le parti vocali, ben curate ma forse eccessive per un ragazzo dell'età di Philipp Mazal, lo zampino di un cammuffamento da studio è innegabile. Come dissi in passato sarei proprio curioso di vedere il singer all'opera in sede live.
Il tempo è tiranno ma non per questo bisogna avere fretta di pubblicare un album, capisco la frenesia di questi giovincelli, ma se al posto di armarsi di cronometro ci si sarebbe armati di pazienza e sudore probabilmente "Burn After Raping" sarebbe risultato un discreto album death, ci si deve invece accontentare di un lavoro sufficente che lascia comunque entrare raggi di luce tra le nuvole, in attesa di un cielo sereno futuro.

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Burn...
  2. Finger On The Trigger
  3. Deatholution
  4. Weed Flavoured Meat
  5. March Of The Worms
  6. Bloodshed
  7. Redying
  8. Kingdom of Thoughts
  9. Home Meat Home
  10. Putrid
  11. Last Man On Earth
  12. ...After Reaping

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