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Opposite Sides - "Soul Machines" (Mondongo Canibale Records/***)

Line up:

Massimo Arke - Vocals, Guitars
Marco "Karnal" - Guitars
Samian Benati - Bass
Claudio Tirincanti - Drums
 

voto:

5,5
 

recensione

Un disco che si presenta con un artwork, di Niklas Sundin tra l'altro, raffigurante androidi che marciano tra le vie di una città futuristica sotto un cielo apocalittico può portare soltanto a una conclusione affrettata, ovvero che ci stiamo apprestando ad ascoltare un disco melodic death con qualche farcitura elettronica. Detto fatto, gli Opposite Sides sono una band di Rimini attiva oramai dal 8 anni e grazie alla Mondongo Canibale Records giungono al loro debutto discografico con il gia pittoricamente introdotto "Soul Mechanics", guidato da sonorità rimandanti a formazioni quali Dark Tranquillity, Scar Symmetry e un pizzico ma non troppo di Fear Factory. Forti di una buona produziona da una parte e di un discreto bagaglio tecnico dall'altra, i romagnoli non riescono però a convincerci del tutto, presentandoci un lotto di 13 brani piuttosto piatti e privi di momenti caldi che avrebbero potuto alzare il livello dell'intero ascolto. Come gia detto le doti non mancano, le ritmiche e i riff di chitarra sono tutti perlopiù gradevoli e di immediata cattura, così come le linee vocali nelle parti in clean, quello che manca per ora agli Opposite Sides è un certo completamento del discorso, quell'elemento che serve per dare la giusta anima ad un pezzo che altrimenti risulterebbe alquanto omonimo e freddo, a maggior ragione in un contesto del genere dove la freddezza musicale deve essere elaborata al meglio per ricreare un risultato degno di farsi ricordare. Grande falda del lavoro sono sicuramente gli intermezzi musicali, colpevoli di tirare le cose troppo per le lunghe e appesantire un suono gia anestetizzato di suo, le campionature andrebbero dosate con un criterio più attento. Insomma il disco si chiama anima meccanica ma non abusiamo di questo per rendere al meglio l'idea, altrimenti più che meccanica sembra completamente morta e sepolta.
La marcia in più va trovata assolutamente, soprattutto in questo genere troppo manipolato e rimacinato nei peggior modi possibili. Comunque le qualità ci sono e l'inserperienza è un fattore da non sottovalutare, se "Soul Mechanics" è una possibilità sprecata ci auguriamo che il prossimo capitolo sia una concretizzata.

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Soul Mechanics: Enter
  2. The Human Thirst
  3. A Grinded Position of Pray
  4. Chaotic Order
  5. The Mourning Portal
  6. Until the End
  7. No Faith
  8. Infinity
  9. Soul Mechanics: Construction
  10. Breed Machineries
  11. Revenge
  12. Loveless
  13. Soul Mechanics: Coda

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