Qualsiasi buon fan delle sonorità stoner non avrà certo bisogno di alcun tipo di introduzione per gli Spiritual Beggars, chiamiamola pure all-star band o semplicemente un interessantissimo side project nato oramai da quasi 20 anni dove militano personaggi di rilievo nella scena metal scandinava. Una sorta di tributo alle proprie radici, oppure un pizzico di malinconia degli anni più esplosivi del rock perchè no, sono queste le motivazioni che vedono legati musicisti del calibro di Michael Amott, Sharlee D'Angelo, Per Wiberg e Ludwig Witt, ai quali si è recentemente aggiunto anche il singer dei Firewind Apollo Papathanasio, in sostituzione al ben più roccioso Janne Christoffersson, frontman dei Grand Magus. Proprio questo cambio risulta la vera e proria differenza dai vecchi Spiritual a quelli nuovi, una differenza tutto sommato principalmente canora che altro, viene infatti mantenuto a distanza d'anni dall'ultima pubblicazione, "Demons", quella formula stoner rock che ha creato attorno a questo progetto un piccolo culto di fedelissimi fan senza mai affondare le proprie radici in un qualsivoglia tipo di mainstream. La scelta di utilizzare un singer power purtroppo si rivela una carta incerta, seppur le doti non mancano di certo al buon Apollo, la potenza di Janne era maggiormente adatta alla proposta della band, basata sull'alternanza di riff pesanti e rimandanti al doom e di tempi più rockeggianti e melodici di scuola Uriah Heep. Se la new entry non convince, il resto della band ancora di meno, "Return To Zero" soffre infatti parecchio rispetto ai suoi due predecessori, più frizzanti e ricchi di quel brio che un genere come questo dovrebbe avere, al contrario di questa nuova fatica, che si rivela fin dal primo ascolto sovrastata da una nuvola nera di poca motivazione e una prova generale veramente moscia, al limite del godibile. La tracklist non esalta e non riesce nemmeno a salvarsi in corner con qualche singolo orecchiabile, dei 12 brani presenti solo un paio azzardano a dire qualcosa di personale, ovvero la doomeggiante "Lost In Yesterday" e la ballad "The Road Less Travelled", che vede più che altro una buona prova di Apollo accompagnata dalle tastiere di Wiberg con l'inserto di qualche elemento latino, per il resto il nulla assoluto. Purtroppo il mercato d'oggi è spietato, quello dell'heavy metal non si può certo permettere di mandare in giro dischi come questo, che non solo si limita a riproporre quanto gia fatto in passato, ma addirittura lo fa nella maniera peggiore possibile, senza un minimo di carica emotiva e di vere e proprie composizioni degne di essere ricordate. Che anche gli Spiritual Beggars abbiano gia esaurito quello che dovevano dirci?
Recensione di Thomas Ciapponi
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.