Giungono all'esordio anche i Ragenheart, Heavy/Power band di Atene, dopo il demo di quattro anni or sono infatti, la nostrana (e sempre ben fornita!) Metal On Metal, si fida della proposta di questo quintetto greco e fa proprio bene!
Sì, perchè nei nove pezzi di “Ragenheart”, troverete un Heavy elegante, decadente ma tremendamente di sostanza, ovvero, bando alle ciance, che comanda è la forma canzone, impreziosita dalla dotata ugola di John Koroneos.
La robustezza di “Illusion Of Life” o le accelerazioni Power di “Child Of Rage”, sono solo l'incipit di un bell'esordio, vergato anche dalla classe di Angel, capace di cesellare riffs di Savatagiana memoria, così come solos da “giacca e cravatta”.
Tornando ai paragoni col combo di Jon Oliva, provate ad ascoltarvi il giro portante di “Black Gold” e ditemi se non sembra una outtake di “Edge Of Thorns”, cucita insieme dalle tastiere di Stavros,
qui orientaleggianti, mai invasive o fastidiose.
Poteva mancare il tributo alla storia ellenica? Ebbene no, infatti ci pensa la cavalcata di “The Spartan”, ovviamente la più epica del disco, a citare le gesta degli impavidi guerrieri!
Ancora grande musica con il lentone “Here I Am”, seguito dalla più progressiva “In The Name Of God”, altro esempio dell'elevato grado di songwriters che, già al primo full lenght è prerogativa dei Ragenheart.
Per quanto riguarda la band in senso stretto, veramente niente male per un esordio, sicuramente sapranno diventare ulteriormente incisivi col passare delle uscite, consiglio quindi questo album agli amanti dell'Heavy/Power americano , nella versione più melodica naturalmente, quella versione che discende dai fondamentali dettami dei Rainbow più “duri”, d'altronde, come si suol dire, “la classe non è acqua”.
Recensione di Alessio Aondio
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