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Spock´s Beard - "X" (Mascot Records/Edel)

Line up:

Nick D´Virgilio – Vocals, Drums
Alan Morse – Guitar, Backing Vocals
Ryo Okumoto – Keyboards, Backing Vocals
Dave Meros – Bass, Backing Vocals
 

voto:

6.5
 

recensione

“X”. Una lettera che vuol dire tante cose. Anzitutto potrebbe essere letta come numero romano, quindi assumere il significato di 10. Oppure potrebbe valere come “fattore X”, non quello della trasmissione televisiva, s’intende, ma quel qualcosa in più che una persona può avere rispetto ad un’altra in un determinato ambito. Ancora, uno dei significati di tale lettera è quello di segno algebrico per la moltiplicazione. In ultimo, sempre analizzando il tutto in contesto matematico, “X” è l’incognita per eccellenza, quel simbolo che viene utilizzato da sempre come valore indecifrabile o ignoto. Fatte quindi queste premesse, perché un gruppo come gli Spock’s Beard ha intitolato il proprio album semplicemente “X”? Diciamo che probabilmente c’è poco da nascondere, visto che si tratta del decimo disco in studio della band americana e che esce nell’anno di grazia 2010, ma credo ci possa essere qualcosa di più.
Ricorderete anzitutto che stiamo parlando dell’ex gruppo di Neal Morse, cantante dall’ugola d’oro che, poco dopo la scoperta della propria vocazione religiosa, ha deciso di abbandonare proprio perché “il Signore ha altri piani su di me”. Così, spiazzando un po’ tutti, ha lasciato i suoi compagni d’avventura per dare sfogo alle sue ambizioni soliste in compagnia di Mike “prezzemolo” Portnoy. I componenti rimasti degli Spock’s Beard non la presero proprio benissimo e decisero quindi di proseguire senza di lui e non sentendo la necessità di cercare un cantante esterno, avendo in formazione, Nick D’Virgilio batterista dotato di una voce splendida ed in grado di interpretare al meglio le melodie neo-prog che costituiscono l’ossatura dei brani della band.
Se col precedente “Spock’s Beard” si assistette alla prima vera prova di forza dopo 4 anni dalla dipartita di Neal, ora è tempo di fare nuovamente sul serio con il nuovo arrivato “X”, album dalla lunghezza considerevole e che si articola in canzoni molto lunghe e varie. Per chi conosce il gruppo non c’è nemmeno bisogno di dire che di metal qua dentro ce n’è pochissimo, giusto qualche riff del buon Alan Morse (fratello di Neal), ma per il resto c’è tanto progressive anni ’70, di quello con i Genesis ed i Marillion marchiati a fuoco sopra. Purtroppo, però, risultano esserci molti passaggi a vuoto e, di conseguenza, l’ascolto di un’opera di così grande portata potrebbe essere difficoltoso per chi non è abituato a sonorità del genere. Mi spiego meglio: il fatto che molte melodie, costruzioni ed armonie siano prese di peso dai gruppi prog del passato non aiuta gli Spock’s Beard a creare un amalgama sonoro degno del nome che si portano dietro, seppur formalmente gli elementi per farlo ci siano tutti.
“X” è in sostanza un album non a fuoco, fatto per soddisfare più i fan che non la creatività di un quartetto che potrebbe fare di tutto. Con questo, però, non voglio dire che si tratta di un brutto lavoro, ma solo che pare poco autentico e da una band come gli Spock’s Beard mi sarei aspettato qualcosa di più. Se venisse tolto dal contesto del gruppo che l’ha partorito, il decimo lavoro in studio della band americana verrebbe probabilmente considerato un capolavoro, ma alla luce di quanto fatto negli anni passati dai detentori della barba del capitano Spock (questa la traduzione del nome del gruppo), ci si poteva aspettare molto di più in termini di sensibilità creativa. Spiace molto dirlo, ma questo altro non è che un disco di transizione.

Recensione di Andrea “Thy Destroyer” Rodella

tracklist

  1. Edge Of The In-Between
  2. Kamikaze
  3. The Emperor´s Clothes
  4. From The Darkness
  5. The Quiet House
  6. The Man Behind The Curtain
  7. Jaws Of Heaven

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