Personalmente sono uno che considera le ballad un tipo di canzoni a cui si deve porre particolare attenzione, in quanto si rischia molto più che in altri campi di scivolare nel banale e nello scontato con le solite frasi da diabete fulminante tipo “I Love You” o “I Can’t Live Without You”. Realizzare, quindi, un album completamente composto da ballatone strappa mutande è un rischio ancora maggiore, visto che le possibilità di soccombere davanti al ridicolo di certe frasi o melodie è molto più che concreto. Arrivando al sodo, i The Judge Band sfornano un disco che è un continuo alternarsi di tempi dilatati e melodie stucchevoli, cantate da una voce non troppo dissimile da quella di Gene Simmons, quindi ruvida ed hard rock fino al midollo. Il vero problema di un’uscita del genere è l’effetto noia che sopraggiunge dopo metà disco, ad essere generosi. Stiamo parlando di un sito che tratta di heavy metal, non di pop e quindi l’ascoltatore si aspetta quantomeno tempi medio-veloci, schitarrate potenti e basso pulsante, non arpeggi puliti ed un 4/4 a 80 di metronomo.
Insomma, “The Judge Band” si configura come un buon “Hangover Album”, cioè un album da post-sbronza, di quelli da mettere per tenere compagnia al proprio mal di testa alcoolico e riuscire ad addormentarsi senza troppa fatica e rimorso. Quello che intendo dire è che la band e, in particolare il frontman da cui prende il nome (detto, appunto, The Judge), potrebbe osare di più e provare a graffiare per riuscire ad avere un buon impatto anche in sede live, cosa che purtroppo sono abbastanza convinto possa mancare a questi pezzi. Se ci si fossilizzasse di meno sulle vendite e di più sul divertimento e l’attitudine, i risultati verrebbero premiati per una band che si limita a sparare solo qualche cartuccia ed a tenere nascoste le armi migliori ancora per un po’, in attesa di chissà quale combinazione astrale di eventi.
Nel suo genere un lavoro abbastanza riuscito, ma che non ha senso trovare sulle pagine di HolyMetal, in quanto è un concentrato (nel bene e nel male) di pop zuccheroso e ballabile. Ottimo disco per farvi passare il mal di testa da overdose di volume ed headbanging sfrenato.
Recensione di Andrea “Thy Destroyer” Rodella
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