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Thunderstorm - "Faithless Soul" (Dragonheart/Audioglobe)

Line up:

Fabio “Thunder” Bellan - voce
Omar Roncalli - basso
Attilio Coldani - batteria
 

voto:

5
 

recensione

I nostri compatrioti Thunderstorm vengono dipinti come gruppo cardine nella scena doom metal, e con il loro ultimo lavoro mirano a conquistare un posto fisso nella hall of fame del genere. I requisiti sembrano esserci: attivo fin dai primi anni ’90, seppure con vari cambi di line-up, il trio ha preso parte a diverse importanti kermesses musicali, tra le quali Summer Breeze, Doom Shall Rise, Headbangers Open Air e Rock Hard Festival, ha alle spalle due full lenght albums e si è conquistato l’attenzione dei media nazionali ed internazionali (tanto da essere per questo arrivato tra le mani di chi scrive).
Ma, come spesso accade, dietro ai pedigree di classe possono celarsi delle delusioni, e mi duole dover scrivere che siamo in presenza di un tale caso. A parte il monicker tutto sommato banale e l’artwork visto e rivisto, la band propone otto tracce di lento, pesante, ripetitivo doom metal di chiara derivazione sabbathiana, sebbene più epico, grazie alla voce di Fabio Bellan, senza nulla innovare. Nonostante alcune intro dal sapore accattivante, come i rintocchi delle campane in “Riders of Doom” o la veloce e quasi roccheggiante batteria in “Forbidden Gates”, che lasciano la pia illusione di sentire qualche minima variazione di ritmo, l’ascolto si svolge con inesorabile lentezza e pesantezza ed è difficile da digerire, a meno che non si “mastichi” il genere dalla mattina alla sera. Traccia dopo traccia, si perdono le speranze in un qualche cambio di ritmo e nemmeno la cover degli americani Iron Butterfly ,“In A Gadda da Vida” (peraltro piazzata giusto a metà album) riesce a riscattare Faithless Soul dalla monotonia.
Voce epica, sprecata e forse inopportuna nel contesto, con pronuncia inglese troppo italianizzata, chitarre stile macina e batteria lentissima sono i principali punti deboli dei Thunderstorm, che nulla innovano e nulla variano nel panorama doom internazionale, anche se, come si suol dire, “ci hanno provato”.
Se avete la forza di spararvi questo disco nelle orecchie (ma allora non è meglio ascoltare direttamente i Black Sabbath, o i Candlemass?) tutto il mio rispetto.

Recensione di Tiziana Ferro

tracklist

  1. Templars of Doom
  2. Forbidden Gates
  3. Black Light
  4. In a Gadda da Vida
  5. In My House Of Misery
  6. Hidden Face
  7. Final Curtain
  8. Narrow is the Road

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