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Walpurgis Night - "Under The Moonlight" (My Gaveyard Productions/***)

Line up:

Giuseppe Brugnano: voce
Mark Shores: chitarra
Alex Panza: chitarra
Sofia Shores: basso
Stefano Cavallotto: batteria
 

voto:

7,5
 

recensione

Secondo voi, se una band ha deciso di chiamarsi Walpurgis Night, cosa potrebbe suonare, se non un oscuro Heavy Metal di stampo ottantiano?
Certamente, riguardo questo particolare, la band torinese non transige, mescolando N.W.O.B.H.M., nello specifico di marca Maiden, con un alone (ed un vocalist!) totalmente mutuato ai Mercyful Fate medesimi, per chi scrive una dei cinque gruppi basilari da amare incondizionatamente!
Ecco quindi che, gioco forza, la My Graveyard si accaparra i servigi dei giovanotti “piemontesi”, (virgolette d’obbligo poiché sia il chitarrista Mark che sua sorella Sofia al basso, sono al 100% iberici!), già noti grazie ad un demo di cinque pezzi, registrato un anno or sono e dal quale vengono prelevate tre tracce per il debut album in questione.
Iniziando il racconto “Under The Moonlight”, rischierete che più di un brivido vi corra lungo la schiena, effetto provocato ad esempio dall’intro di “Castle Ghoul”, brano evocativo e spettrale, o ancora sarete stesi dalle rasoiate di “Laser Smash” e “The Assassin”, con stop ’n’ go da incubo più che da favola!
Ciò che balza subito all’orecchio, anche all’ascoltatore più superficiale, è il sopraffino gusto per le tetre melodie dell’accoppiata Mark/Alex, due asce che si scambiano colpi mortali per tutta la durata dei dieci pezzi, illuminati dagli insegnamenti delle più grandi chitarre gemelle del nostro ambito, vedi Shermann/Denner, Tipton/Downing e naturalmente gli arcinoti Murray/Smith.
Non voglio togliere nulla nemmeno alla sezione ritmica, dato che le pulsazioni distorte di Sofia sono indispensabili tanto quanto il dinamico drumming di Stefano Cavallotto, formando così un quartetto strumentale affiatatissimo ed assolutamente compatto in un sound che guarda ovviamente al (glorioso!) passato dell’ H.M. ma che, già dal primo lavoro, spicca per personalità.
Una (piccola) “nota dolens” in “Under The Moonlight” c’è, ovvero le vocals di Giuseppe Brugnano, le quali risulteranno ostiche a chi non è avvezzo al falsetto esasperato, ad ogni modo ben alternato a tonalità medio/basse dal sapore oscuro, che ben si adattano a trame sonore di pezzi quali “Invaders With Chains” (perfetto esempio del suo cambio repentino di registro), arrembante e tirata, o soprattutto “Stab In The Back” ma, a mio avviso, andrebbero meglio curate in altri frangenti, come la più ritmata “Nightrider”, interpretata a sprazzi in “Bon Scott style”.
Questo esclusivamente a mio parere personale e radicato in brevi tratti di questo esordio discografico, dato che i Walpurgis Night sono prodighi di ben altre efferatezze musicali, riscontrabili proprio nel rush finale di questo interessantissimo disco, sentire per credere “Devil Sight”, mid tempo imperniato su diteggiature maligne, impreziosite dal falsetto sopracitato o, da ultimo (ma di sicuro non meno importante!), in “The Temple Of Anubis” che, vuoi per tematiche o per l’occulto sound, fa il verso a quella “Egypt” posta in apertura del grande album della reunion del Fato Misericordioso, “In The Shadows”, risalente al 1993.
In definitiva se, ma ne sono convinto, i Walpurgis Night manterranno le promesse fatte con “Under The Moonlight”, già comunque su altissimi livelli di songwriting, potranno togliersi soddisfazioni che altri gruppi a loro accostabili si stanno levando, cito Portrait ed In Solitude su tutti.
Con un occhio di riguardo a certe linee vocali, valutando comunque più che buono (o addirittura ottimo nelle songs citate!) l’operato di Giuseppe al microfono, promuovo a pieni voti e accolgo con timore, sotto la luce spettrale della luna, la prima pietra posata dai Walpurgis Night!


Recensione di Alessio Aondio

tracklist

  1. Castle Ghoul
  2. Laser Smash
  3. The Assassin
  4. Nightrider
  5. Under The Moonlight
  6. Invaders With Chains
  7. Stab In The Back
  8. Caught In The Act
  9. Devil Sight
  10. The Temple Of Anubis

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