Turisas nome di una divinità della guerra dell'affascinante phanteon finnico ed è anche di una giovane band di quel paese.
Ai nostri giorni è difficile per una band trovare un proprio stile, tuttavia i Turisas già con il loro debut album fanno capire qual'è la direzione stilistica intrapresa e già presentano una bozza stilistica abbastanza personale. Si possono tranquillamente inserire in quel filone pagan epic black che in scandinavia sta spopolando. Non inventano decisamente niente di nuovo ma pescando un pò da tutti i gruppi compatrioti com Finntroll, Ensiferum, Moonsorrow, Korpiklaani ecc...e mixando con criterio tutti questi elementi ecco venire alla luce l'ottimo "Battle Metal".
Caratteristica peculiare dell'album saranno le tastiere, non più emarginate col compito di coadiuvare il lavoro di chitarra, ma bensì tenute in primo piano, capovolgendo le parti, con le chitarre a farle da contorno. Altri strumenti "anomali" se si parla di metal vengono spesso utilizzati nelle varie canzoni come i violini, già utilizzati ampiamente dai connazionali Korpiklaani, o come congas e altri tipi di percussioni tipici di altri generi musicali. Per i puristi dell'epic anni 80 potrà sembrare un'eresia ma prima di esprimere un giudizio invito all'ascolto dell'album.
Battle metal si apre con una intro "Victoriae & Triumphi Dominus" che ovviamente sprigiona epicità da tutti i pori....e preannuncia le due carichissime tracce successive "As Torches Rise" e "Battle Metal" ma credo che il compito di rappresentare il sound di casa Turisas spetti a "The Land of Hope and Glory", dove le tastiere si intrecciano con un violino, ed il tutto viene aiutato da cori epici a ritmo di chitarra. Altre tracce interessanti sono "Among The Ancestor" e la ballata "Shati-Waari".
Il compito di chiudere il lavoro spetta alla maestosa "Rex Regi Rebellis" canzone ispirata da un antico canto finno-svedese "The MArch of the Finnish Cavalry in the Thirty Years War". Riarrangiata e riadattata, dove le parti di narrazione sono in inglese. Svedese e Finlandese si alterano a seconda delle parti della canzone.
Incredibile a dirsi i Turisas sfornano un debut che pare un album che dovrebbe averne alle spalle almeno altri cinque o sei ed invece fanno centro al primo colpo. Auguriamoci che non si tratti della classica fortuna del principiante ed attendiamo quindi un eventuale secondo lavoro a conferma o smentita.
Nel frattempo godiamoci "Battle Metal".
Recensione di Paolo Manzi
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