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Chained And Desperate - "Divine Authority Abolishment" (Pitch Black Records/***)

Line up:

Jim Havok - Bass
George Pavlides - Drums
Panos Makris - Guitar
C. M. Ain - Vocals
 

voto:

7
 

recensione

Gracia: terra di miti, leggende, sapori antichi, isole e...metal estremo! quante sono in effetti le band del filone provenienti da questo affascinante stato mediterraneo? Se ci fermiamo ai nomi conosciuti troviamo comunque ottime rappresentanze con Rotting Christ e Septicflesh, il vero nocciolo sta però nell’underground, forte di un’ottima schiera di band che abbiamo tra l’altro avuto il piacere di recensire sulle nostre pagine, guai a voi se ve le siete perse. Visto che sarete scettici ecco serviti i Chained and Desperate, band oramai attiva da vent’anni ma con il solo debutto "Eleven Angles in a Circle" alle spalle, risalente al 2000. 11 anni di silenzio ed ecco il tuono della Pitch Black Records spezzare una calma piatta e quasi imbarazzante, portando sul mercato questo "Divine Authority Abolishment", disco che vede l’allontanamento del gruppo dal suo black/doom devoto a grandi linee ai maestri Candlemass e favorendo un ibrido black/death gia testato dai sopraccitati connazionali Rotting Christ, ma anche da altre formazioni europee quali Dissection e in un certo senso gli Enslaved. Agli atenesi (si scrive così?) non piace comunque schiacciare il pedale sull’aceleratore, la predilezione dei mid-tempo e delle atmosfere decadenti si fa sentire più forte che mai anche in questa seconda fatica, partorendo una manciata di brani godibilissimi e che si assestano a pieno regine su questo tipo di fare musica, come ad esempio "Rely On Fear" ma anche l’epicheggiante trittico finale, in particolar modo "Iconographies" e "Curtains Of Cold", due gradite sorprese che non hanno nulla da invidiare a certe hit di illustri colleghi. Qualche accenno a tempi maggiormente sostenuti viene comunque proposto, il risultato non è però dei più convincenti ("Ariadne’s Thread"), segno che questi ragazzi sono ancora molto legati, a livello di ritmiche, ad un certo Mats Björkman. Buona anche la prova al microfono del singer (ci sono dubbi sul nome), autore di uno scream alla Schuldiner in 8/9 della tracklist ad eccezione della pulita "Chained", mosca bianca del disco ma egualmente godibile e ricca d’atmosfera. C’è poco altro da aggiungere se non la convinzione dell’onestà di questo prodotto, coinvolgente e godibilissimo dall’inizio alla fine e, a nostro avviso, capace di strappare ben più che un paio di semplici ascolti ai fan del death/black d’atmosfera.

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Nine Deaths In August
  2. Rely On Fears
  3. Bridge From Theism
  4. Chained
  5. Ariadne’s Thread
  6. Irrational
  7. Divine Authority Abolishment
  8. Iconographies
  9. Curtains Of Cold

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