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Underdose - "A mara dolce" (Selfprod/Selfprod)

Line up:

Sergio Guida - voce
Roberto Premazzi - basso
Fabio Zago – batteria
Andrea Cribioli – chitarra
Paolo Bottini – tasterie
 

voto:

6.5
 

recensione

Ep d’esordio per gli Underdose, formazione nata nel 2009 dall’unione di Fabio, Sergio, Andrea e Roberto che, dopo aver militato in vari progetti decidono di unire le loro forze in una nuova creatura musicale.
Dalla biografia del gruppo si evince che il gruppo a loro piu’ caro sono gli InMe; formazione albionica dedita ad un metal contaminato da suoni alternative e da una ripresa degli stilemi grunge targati Seattle anni ’90, le varie influenze si percepiscono, ma oltre a quelle gia’ citate se ne scovano di altre in ogni risvolto di questo gustoso ep.
Da rimandi ai vecchi Timoria, a progetti piu’ particolari, sempre restando in Italia, i Pragma, sin troppo sottovalutati per la qualita’ del loro unico cd, guardando anche oltreoceano troviamo Soundgarden, Temple fo the Dog (mirabolante il connubio Soundgarden Pearl Jam che si fuse in quell’unico e adamantino disco), qualche accenno a sonorita’ anche posthc, quelle piu’ melodiche e meditative.
Il disco è ben prodotto e registrato, il cantato è in italiano, ma non toglie intensità alle tracce, anzi ne rafforza la particolarita’; la voce di Sergio convince in piu’ punti, melodica il giusto, capce di spingere quando serve, emozionale il giusto; certo c’è anche da lavorare per cancellare le piccole indecisioni o i punti in cui non riuscendo a spingere risulta lievemente fuori tono (in piu’ di un punto in 20 aprile 1999 non convince).
Le tracce spingono sempre su uptempo molto interessanti, le trame sono sempre ricercate, e non banali; certo in alcuni punti puo’ anche esserci un senso di “dejà ecoutée”, ma non si chiede l’originalità a tutti costi, poiché alle volte si risulta solo stucchevoli.
Tra le tracce che spiccano vi è “Andros” che pare essere stata ispirata dal film “the Hurt Locker” di Catherine Bigelow, film che racconta la vita in Iraq di un “bomb-team”, e della necessità di adrenalina, di sete di emozioni forti per continuare a sentirsi vivi, per continuare a non sentirsi alienati dal mondo che ti circonda; musicalmente il pezzo regala ottimi scambi tra la voce di Sergio e la chitarra di Andrea sempre puntuale, potente e mai banale.
Altro pezzo degno di nota e “neve su Marte” dove i nostri ricordano i migliori Timoria, quelli che si erano installati sul trono del rock tricolore a pieno titolo sul finire degli anni 90; potenza, melodia e un ispiratissma sezione ritmica da supporto alla prestazione vocale piu’ che convincente di Sergio
Molto belle ed ispirata infine risulta “Sara” opener di questo ep, veloce, graffiante, caleidoscopica nei suoi suoni e nelle emozioni che esprime.
Attendiamo con impazienza i nostri quando si cimenteranno con un full length cd, avendo ben presente quanto hanno gia’ dimostrato di valere su questo ep.


Recensione di Lorenzo C.

tracklist

  1. 1. Sara
  2. 2. Mayday
  3. 3. Neve su marte
  4. 4. Andros
  5. 5. Polvere
  6. 6. 20 Aprile 1999
  7. 7. Edera (bonus track)

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