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MetalTrashFactory - "Three Body Layers" (Selfprod/Selfprod)

Line up:

Devis Groppo – guitar, vocals
Davy “devil” Lorenzetto – guitar
Daniela Vieceli – bass
Diego “spino” Spinelli – vocals
Luca de Gaspari – drum
 

voto:

6.5
 

recensione

Dalla provincia di Treviso ci arriva il primo disco autopordotto dei MetalThrashFactory “Three Body Layers”. La band arriva al disco d’esordio dopo la sua nascita nel 2002 e la produzione di un demo e di un ep, tutti accolti con favore da critica e pubblico.
Il Genere proposto, come da loro stessi indicato, è un “hybrid” thrash metal, un ibrido di generi,che vanno dal thrash allo sludge, dal doom al rnr e a certe reminiscenze punk politicizzate, il tutto ben amalgamato e di sicuro impatto.
La coesione del gruppo è un punto di forza di questo cd, ben suonato, con un impatto molto importante, una granitica sezione ritmica che supporta il cantato alle volte roco, alle volte piu’ growl e alle volte pulito di Diego Spinelli, e i malati riffs prodotti dalle chitarre di Devis e Dany.
Tutto comincia con “horizon of the event”, astronomicamente parlando luogo al confine di un buco nero, musicalmente la porta di ingresso al mondo malato dei Metalthrashfactory; sezione ritmica mastodontica nel suo incedere grazie al drumming lugubre di Luca e al vibrante basso di Daniela, con il cantato urticante di Diego da’ il benvenuto ai malcapitati viaggiatori.
“Lost in the snow” si apre su un riff sfuggito alla penna del miglior Dave Wyndorf, o dei piu’ malati e granitici Sleep, per poi lasciare la scena alla voce di Diego che interpreta il pezzo senza scadere nel solo growl ma dando espressione alla sua voce graffiante, il tutto accoppiato al riffing di Dany e Devis; il drumming preciso e puntuale di Luca da’ la giusta spinta a tutto il pezzo.
Le tracce che si susseguono sono solo una conferma di quanto di buono questo combo ha fatto su cd, come “comandante”, reminiscenza punk del passato della band, dove tematiche politicizzate si mescolano a interessanti mix di heavy n’roll e anarco punk.
“Collateral Damage” e “root of mind” nulla tolgono e nulla aggiungono a cio’ che finora i ragazzi ci hanno fatto sentire, nel complesso un buon prodotto, ci si attende sicuramente un miglioramento nella registrazione e nel missaggio, una maggior cura nelle linee vocali, soprattutto nelle parti piu’ growl, dove, molte volte la ruvida cupezza è incrinata da momenti dove la voce stenta a mantenere la ferinita’. Nel complesso una ottima prova per questo combo trevigiano che di sicuro fara’ parlare di se’ in un futuro.


Recensione di Lorenzo C.

tracklist

  1. 1.Horizon of the event
  2. 2.Lost in the snow
  3. 3.Nothing zero dead
  4. 4.Comandante
  5. 5.Collateral Damage
  6. 6.Root of mind
  7. 7.Memories
  8. 8.New Life p.I
  9. 9.New Life p.II
  10. 10.Desert Warm

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