Ci sono voluti quasi trent’anni ma alla fine i Militia ce l’hanno fatta.
Dopo essere stati un nome cult del più profondo underground texano, la band di Mike Soliz riesce a esordire su lunga distanza.
La ricetta musicale del combo è facilmente riassumibile dalle loro dichiarazioni: riuscire a unire la prepotenza ritmica dei primi Metallica a spunti più progressivi alla Queensrÿche.
Questo rende meritevole di ascolto l’act statunitense, non si tratta di una "clone band" come ce n’erano tante, dagli anni ’80 a oggi.
Nati appunto nei primi anni ’80 e sciolti a fine decade, autori di ottimi live show, anche dopo la reunion del 2008 ,chi c’era in Germania al Keep It True 2009 può confermare.
La loro musica non è di facile ascolto ma, rimanendo in ambito Texas Metal, risulta più fruibili dei Watchtower e più thrashy dei S.A Slayer. Questo sono i Militia da Austin, autori a metà eigthies di due demo e un Ep.
Le versioni originali dell’epoca costano un occhio della testa, le ristampe (legali o meno) e l’antologia del 2008 sono più alla portata di tutti.
"Strenght and Honor" è il loro nuovo lavoro, sfortunatamente autoprodotto (Scythe Records è la loro label), se volete ordinarlo lo trovate su Cd Baby o dal Myspace della band.
Per questo motivo, la registrazione è molto diretta ma non eccessivamente sporca, sicuramente non artefatta come spesso mi capita di sentire ultimamente.
Il lavoro dietro le pelli è svolto dallo stesso singer Mike Soliz che in giovane età iniziò proprio come batterista, visto che il drummer Phil Achee vive troppo lontano.
Nonostante Mike svolga un buon lavoro, il “killer instinct” del buon Phil manca, non so se sia una scelta voluta dal gruppo ma, ciò che musicalmente latita parzialmente nel disco è la presenza di up tempo.
La violenta opener "Furious" è infatti il brano migliore del lotto, così come "Injustice" che parte quasi soffusa per sfociare in un finale molto aggressivo.
"And The Gods Made War" è un marziale e robusto mid tempo, menzione a parte per l’intricata "Onslaught", nuova versione del pezzo datato 1984, apparso nella sopracitata antologia.
Per il resto si passa da qualche buon filler come "The Black Marauders", sorretta da un roccioso riff portante, a un paio di episodi meno riusciti come "Before The Fall" che, a mio parere, manca completamente di mordente sia nella strofa che nel ritornello piuttosto fiacco.
Concludendo si tratta comunque di un buon disco, di certo non di facile ascolto e da sentire almeno un paio di volte per poterlo assimilare al meglio.
Tecnicamente suonano bene, l’acutissima voce di Mike Soliz è sempre al top, ergo vi invito a cercare su youtube o su myspace il loro materiale, giusto per farvi un’idea del Militia sound.
Recensione di Filippo Belli
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.