Un cambio di nome da Turbo Mass a Turbo Rexx (che forse più si addice alle liriche dell’album), ed ecco servito il disco d’esordio di questo four piece marchigiano.
Ben più curato a livello sonoro rispetto al demo “Wild Future”, “The Ancient Stories” si colloca come una sorta di tributo a ciò che i (The Lord Weird) Slough Feg hanno fatto e stanno portando avanti in più di vent’anni di storia, ovvero un Heavy ultraclassico, zeppo di armonizzazioni “Iron/Lizzyane”, infarciti di testi su civiltà e culture ancestrali.
Il Mike Scalzi della situazione è Andrea Pastore, il quale, se eccelle per songwriting e gusto chitarristico (tenendo conto anche della giovane età), deve giocoforza rivedere la sua prestazione al microfono, che, mi duole dirlo, risulta approssimativa e sgraziata, soprattutto se posata sulle riuscitissime partiture che caratterizzano il platter in questione…
Una formazione d’altro canto ben assortita, dato che a far da paio con Pastore c’è Guido Tiberi, noto axeman della zona di Fermo, ex Assedium, ora in forze (tra gli altri) anche nei toscani Axevyper, unitamente alla sezione ritmica, formata da Jacopo Barucchi, vitale nell’incrociare la sua opera con quella di Cristiano Pieroni alla batteria, al quale va un plauso per mantenere alta la tensione di “The Ancient Stories” lungo tutta la sua durata.
“The Hunt Is Starting Now”, “Turbo Dinosaur” e “Cenere E Ossa (Monaco Nero)” (ben riuscita la prova in lingua madre) i brani più tirati, che discostano maggiormente (ok, senza esagerare!) i Turbo Rexx dai maestri sopracitati, data un’intensità dal sapore Power, che non fa altro che confermare la bontà d’idee dei “barbari dai Monti Sibillini”.
La scheletrica figura in nero che capeggia sulla cover, ci conduce attraverso una sdrucciolevole montagna di storie, le otto (più intro) che compongono il primo full length dei ‘Rexx, ben bilanciato tra furiose schegge metalliche ed episodi dove l’atmosfera è predominante, “Fear, Chains, Power” su tutte.
Non mi resta che prendere nota di una nuova ed interessante realtà che, seppure con una pecca imputabile all’inesperienza, elevandosi a menestrello di “Antiche Storie”, farà di nuovo brillare le spade di chi cerca melodia e virile epicità in musica, come nella migliore tradizione H.M. propria degli 80’s.
Fronteggiare un dinosauro già non è impresa semplice, pensate di dotarlo anche del turbo!
Recensione di Alessio Aondio
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