“Give Me Metal Or Give Me Death”, uno dei titoli più emblematici possibili per l’esordio degli statunitensi Skelator, che risale al 2007, quasi una decade dalla fondazione del primo nucleo della band.
Il digipack in questione, riversato per la prima volta in un’edizione cd limitatissima dalla Metal On Metal Records, solo 250 copie per l’esattezza, altro non è che la ri-registrazione del demo omonimo datato 2003, finalmente disponibile anche in versione “tangibile”.
Lungo le otto tracce del qui presente dischetto, possiamo apprezzare appieno la veemenza dei primi Skelator che, se a loro tempo hanno affinato sia il songwriting che l’oggettiva tecnica strumentale, in “Give Me Metal…” gettarono definitivamente le basi per un sound Epico ma che non lesinava nulla in fatto di velocità, toccando in più momenti lo Speed Metal, come, manco a dirlo, i più espressivi fautori di tale connubio, i tedeschi Sacred Steel.
L’ugola acuta e nasale di Jason Conde Houston è un altro fattore per il quale gli Skelator sono stati spesso paragonati ai Defenders di Ludwigsburg, anche se, ad onor del vero, i due gruppi rimangono entrambi distinguibilissimi, seguendo sonorità sempre più personali con il prosieguo della carriera.
Tornando alla musica nuda e cruda, l’opener “Nightstalker” e la conclusiva, folgorante title track, sono esempi delle grezze lance dalla punta di pietra scagliate dai muscoli dei cinque da Seattle (ma in origine di stanza a San Diego), che di certo procureranno torcicollo ed una sana sudata ai più inamovibili fruitori dell’Heavy Tradizionale.
La registrazione fortunatamente, pur ovviamente non essendo levigata e compressa, risulta nitida quel che basta per far risaltare il grezzo ma efficace rifferama di Robbie Houston (fratello dello screamer Jason) e Samuel Rodger, ben spezzato dagli arpeggi nella cupa song/manifesto “Skelator”.
Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio sotto la pioggia della metropoli affacciata sul Pacifico, se non una fulgida fotografia di un giovane ma già navigato act dell’underground nord americano, che crede in ciò che fa, tanto che potrebbe risultare fastidioso ai detrattori.
In verità, in verità vi dico (Cit.), gli Skelator sono convinti del loro Epic Heavy/Speed come non mai, e quando passano per l’Europa ce l’hanno dimostrato con show incendiari e coinvolgenti, oltre che con i nuovi ed avvincenti lavori in studio e, non da ultimo, un atteggiamento di assoluto rispetto nei confronti dei fans.
Evitatelo se siete particolarmente esigenti e desiderate originalità, masturbazione strumentale o sonorità impersonali, qui si suona un Heavy viscerale e senza pretese di sorta, Raw & Heavy, I will bow for Skelator!
Recensione di Alessio Aondio
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