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Six Feet Under - "Torment" (Metal Blade Records/2017)

Line up:

Chris Barnes – Voce, Produzione
Jeff Hughell – Chitarre, Basso
Marco Pitruzzella - Batteria
 

voto:

4,5
 

recensione

Purtroppo diventa sempre più difficile scrivere dei Six Feet Under, progetto dell’ex Cannibal Corpse Chris Barnes. In oltre vent’anni di storia i deathsters americani hanno prodotto una decina di dischi tra i quali il buon debut Haunted targato 1995 e il discreto Undead di quattro anni fa. Il resto della discografia della band che ha visto coinvolti moltissimi turnisti nell’aiutare Barnes nella stesura dei brani, non ha mai convinto. Dediti ad un death metal che dovrebbe puntare sul groove e l’impatto sonoro, i SFU arrivano ai giorni nostri evidentemente con pochissime idee e con un disco di maniera mal prodotto e scontatissimo.
Inutile sarebbe parlare di un singolo brano di Torment e per tutte e dodici le canzoni la descrizione potrebbe essere la stessa: death metal con riff midtempo che vorrebbero sembrare groovy ma che in realtà annoiano già dopo il primo ascolto e con la voce di Barnes che, nonostante venga effettata in maniera spropositata, non riesce mai ad evocare la violenza che i brani vorrebbero trasmettere. Un’ulteriore nota di demerito va purtroppo alla produzione (sempre a cura del frontman) che non valorizza assolutamente le chitarre affidate nell’occasione a Jeff Hughell e che mette le già citate mediocri linee vocali troppo in evidenza nel mix generale.
Death lento e cadenzato con un songwriting che puzza di vecchio da lontano e che, non raggiungendo mai il bersaglio, trasmette un senso di noia già dal primo ascolto. Solo quando i nostri provano a schiacciare un po’ sul pedale qualche piccolo risultato sembra intravedersi, come nella buona Skeleton, unica traccia degna di nota dell’intero disco.
Ennesimo prodotto derivativo e senza anima da una band che probabilmente non aveva già più nulla da dire molti anni fa.
Ennesima occasione persa per Chris Barnes di rialzare la testa: probabilmente sarebbe meglio se il vocalist si dedicasse alla sua passione da lui più volte pubblicamente dichiarata della coltivazione ed uso della marjiuana, piuttosto che entrare in studio di registrazione con pochissime idee ben confuse. Bocciato su tutti i fronti.

Per il groovy death americano è meglio aspettare il nuovo Obituary in uscita questa questa primavera.

Recensione di Manuel Molteni

tracklist

  1. Sacrificial
  2. Exploratory Homicide 2
  3. The Separation of Flesh from Bone
  4. Schizomaniac
  5. Skeleton
  6. Knife Through the Skull
  7. Slaughtered as They Slept
  8. In the Process of Decomposing
  9. Funeral Mask
  10. Obsidian
  11. Bloody Underwear
  12. Roots of Evil

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