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Danzig - "Black Laden Crown" (AFM Records/2017)

Line up:

Glenn Danzig: voce
Tommy Victor: chitarre, basso
Johnny Kelly: batteria
 

voto:

6,5
 

recensione

Glenn Danzig ovviamente non ha bisogno di presentazioni: il leader degli storici Misfits torna finalmente con un disco di inediti, questo nuovo Black Laden Crown, dopo il brutto e inutile lavoro del 2015 dedicato ad una manciata di cover mal suonate e mal riarrangiate.
La paura di un nuovo flop del folle cantante americano era alta: infatti durante la sua carriera solista Danzig ci ha abituati ad alternare buoni dischi con album senza capo ne coda. Questa volta però il bicchiere seppur non colmo fino all’orlo, possiamo tranquillamente vederlo mezzo pieno.
L’opener song che regala il titolo al disco in realtà non fa presagire nulla di buono: un riff cadenzato e scontato, quasi doom, accompagna la teatrale e inconfondibile voce di Glenn sempre in primo piano, ma l’atmosfera horror che l’artista avrebbe voluto rievocare stenta a farsi sentire.
Questo problema di produzione e di un mixaggio non dei migliori verrà riscontrato per tutta la durata del platter, ma già da Eyes ripping Fire le cose sembrano migliorare: Il frontman a stelle e strisce, coadiuvato dai musicisti Tommy Victor e Johnny Kelly, non possiede più la grinta vocale di un tempo ma finalmente l’atmosfera vampiresca horror di un tempo torna a farsi apprezzare: onestamente non esistono grandi highlight all’interno del platter e uno dei rischi maggiori di album di questo tipo, monolitici e senza innovazioni, è proprio quello di annoiare dopo pochi ascolti. Ma i testi e soprattutto l’attitudine del buon Danzig sono la calamita che riesce a mantenere viva l’attenzione. Maestro della teatralità, dove non arriva con la tescnica riempie con il cuore, l ex Misfits in nove brani ripropone tutti i cliches sulla quale ha costruito l intera carriera solista: su chiare basi hard rock (che strizzano l’occhio anche ad alcune sonorità seventies CARE ANCHE AI Black Sabbath) Mr. Anzalone condisce l’album con venature ora doom, ora goth, e prendendo per mano l’ascoltatore lo accompagna nel suo mondo folle, fatto da sempre di mostri, sesso e black humor.

Posso scommettere che questo Black Laden Crown non apparirà nelle classifiche metal hard rock di fine anno, ma si tratta comunque di un disco onesto, che rispecchia in pieno il carattere dell’artista. Un disco un po’ anacronistico, fuori dal tempo, non aiutato da una produzione all’altezza, ma che si lascia ascoltare, soprattutto se si ama il mitico Glenn Danzig, da poco impegnato anche nella reunion storica dal vivo degli immensi Misfits.
Quindi diamo un bentornato a Mr Anzalone, sperando che questo disco solista possa essere un antipasto di una fantomatica ritorno in studio della band madre...
Sognare non costa nulla giusto?

Recensione di Manuel Molteni

tracklist

  1. Black Laden Crown
  2. Eyes Ripping Fire
  3. Devil On Hwy 9
  4. Last Ride
  5. The Witching Hour
  6. But A Nightmare
  7. Skulls & Daisies
  8. Blackness Falls
  9. Pull The Sun

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