Il portale della musica Heavy Metal

www.holymetal.com
 
 
sei in Home » Recensioni » Spiritual Beggars - "Demons" (Inside Out/Audioglobe)
elenco recensioni

Spiritual Beggars - "Demons" (Inside Out/Audioglobe)

Line up:

Michael Ammott – Guitars
Janne Christoffersson – Vocals
Ludwig Witt – Drums
Sharlee D’angelo – Bass
Per Wiberg – Keyboards
 

voto:

8
 

recensione

Cari signori, eccoci di fronte ad uno di quei gruppi che definire inossidabili diventa realmente limitativo. Per ritrovare le origini di questo gruppo bisogna ritornare indietro nella storia della musica.
Gli Spiritual Beggars nascono nel lontano 1994 grazie alla cooperazione di Michael Ammott (ex Arch Enemy, Carnage) alle chitarre, Ludwig Witt (ex Firebird) alla batteria e Christian “Spice” Sjöstrand al basso ed alla voce. La band ha mantenuto questa formazione fino al 2000, anno che ha visto l’entrata in formazione di Per Wiberg alle tastiere e soprattutto ha fruttato alla band un contratto con la Music For Nations. Questa nuova esperienza ha avuto sia dei risvolti positivi (la presenza di un’etichetta abbastanza stabile e famosa), sia dei risvolti veramente negativi (infatti la band da quel momento in poi ha docuto affrontare parecchi cambi di formazione). Ed ecco che, a tre anni di distanza da On Fire (secondo album per l’etichetta Music For Nations), ritornano alla carica gli Spiritual Beggars che, come l’araba fenice, riescono a risorgere dalle loro ceneri più belli e splendenti che mai. Chiaramente i vecchi fans della band potranno trovare delle nette differenze tra “Demons” (che a mio modesto parere può, senza ombra di dubbio, essere considerato una vera e propria “rinascita artistica”) ed il suo predecessore “On Fire”. Ammot, witt e Wiberg, per la realizzazione di questo come-backm si sono circondati di musicisti con la “M” maiuscola del calibro di Janne Christoffersson alla voce e Sharlee D’Angelo (ex Arch Enenmy, Dismember, Illwill. Mercyful Fate, Sinergy e Witchery) al basso. Ciò che ha da sempre caratterizzato gli Spiritual Beggars e che continua ad essere un loro marchio di fabbrica, ed è Michael Ammott ad ammetterlo, è la loro capacità di essere sempre se stessi anche quando suonano dei riff che appartengono ad altri gruppi. A mio modesto parere con questo album la maturazione artistica della band è quasi completa.
Lo dimostra lo splendido intro Inner Strenght che apre l’album, una vera e propria dichiarazione di guerra che è seguita a ruota da un trittico al fulmicotone, Throwing Your Life Away, caratterizzato da dei riff di chitarra assassini e devastanti, Salt In Your Wounds, altra traccia spaccaossa che, con i suoi ritmi trascinanti ed un solo centrale da incubo, sembra creata per generare un headbanging selvaggio ed infine One Man Army, con la batteria di Witt e la chitarra di Ammott che creano dei riff veramente “demoniaci”. Ed ecco giungere quasi dal nulla Through The Halls, un pezzo dal ritmo sincopato e con delle linee vocali veramente mozzafiato, in cui si risentono delle influenze del rock anni ’70. dopo questa parentesi atmosferica si ritorna ai vecchi fasti con un altro trittico di autentiche mazzate sonore, Treading Water, caratterizzato da un solo centrale di Ammott veramente assassino, Dying Every Day, introdotta manco a dirlo dal solito, instancabile e titanico Ammott e Born To Die (ipoteticamente divisa in due parti), un vero e proprio capolavoro di tecnica introdotto da quella macchina infernale che risponde al nome di Witt e chiuso dalle celestiali tastiere di Wiberg che riuscirebbero a far venire la pelle d’oca anche al black metaller più estremista. Segue a ruota un altro trittico da paura, In My Blood, caratterizzato da degli ottimi riff di chitarra e basso, Elusive, altra perla di rara bellezza e potenza introdotta manco a dirlo dalla chitarra di Ammott e dalla batteria di Witt, un pezzo che ha lo stesso potere devastante di un granata la napalm e che, in sede live, potrebbe scatenare il finimondo, ed infine Sleeping With One Eye Open, che con i suoi riff accattivanti e trascinanti farà tornare in mente i mitici “Deep Purple”. Chiude questo piccolo capolavoro No One Heard, altro pezzo atmosferico introdotto dalle tastiere di Wiberg e caratterizzato da delle linee vocali veramente mozzafiato.
In questo album l’unico elemento che ci riporta al 2005 è l’anno di produzione.
Tutto il resto è dannatamente legato al rock dei “mitici” anni ’70 ed ’80. Questo è un album che chi ama la musica con la “M” maiuscola non può non avere.

Recensione di Donato Tripoli

tracklist

  1. Inner Strenght (Intro)
  2. Throwing Your Life Away
  3. Salt In Your Wounds
  4. One Man Army
  5. Through The Halls
  6. Treading Water
  7. Dying Every Day
  8. Born To Die
  9. Born To Die (Reprise)
  10. In My Blood
  11. Elusive
  12. Sleeping With One Eye Open
  13. No One Heard

Archivio Foto

 

Recensioni demo

Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.

Wofango Patacca

Segui le avventure di Wolfango Patacca il boia di holymetal.com