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Ulver - "Blood Inside" (Jester Rercords/Audioglobe)

Line up:

Jørn H. Sværen - something
Trickster G - vocals
Tore Ylwizaker - programmer
 

voto:

7,5
 

recensione

Ecco tornare sulle scene dopo diversi anni dall'uscita di Perdition City i norvegesi Ulver, guidati come sempre da Kristoffer "Trickster G" Rygg (o, come si faceva chiamare ai tempi, Garm). Blood Inside segue le orme del precedente sulla strada della sperimentazione elettronica, percorso che sinceramente non ho mai seguito se non per pochi ascolti dati Perdition City che però non mi aveva colpito particolarmente. Infatti dei fasti dei tempi black/folk del gruppo non rimana assolutamente nulla, se non la splendida voce pulita di Trickster G e la sua capacità nel distinguersi in qualsiasi cosa faccia.

Blood Inside è un lavoro estremamente personale ed eclettico, vera musica di classe, studiata e ricercata fin nei minimi dettagli, dalla ricerca dei suoni, agli effetti sulle voci, alle particolare linee vocali, tutto risulta veramente perfetto e ragionato. Il genere proposto ha forti radici nell'elettronica con forti componenti ambient e richiami ai generi più disparati, come alcuni parti che ricordano il jazz puro o altre parti più classicheggianti che ben si amalgamano creano strutture complesse e particolari che richiedono numerosi ascolti per essere apprezzate appieno. La voce di Trickster G ben si destreggia in tutti questi generi, creando linee alle volte intricate e alle volte più orecchiabili, e diventando in alcunoi frangenti anche lo strumento principale. Inutile citare un pezzo o l'altro in quanto il lavoro scorre in maniera ottimale in tutti i suoi 45 minuti alternando pezzi più atmosferici ad altri più diretti, creando atmosfere alle volte cupe e alle volte più distese, tenendo sempre viva l'attenzione dell'ascoltatore.

Non sò dire a chi potrà o no piacere quest'album, sicuramente non c'entra niente con il metal ma potrebbe piacere a gente molto aperta mentalmente. A me personalmente è piaciuto, un ottimo cd per rilassarsi, e credo che proverò a riascoltare più attentamente anche Perdition City.

Recensione di Simone Bonetti

tracklist

  1. Dressed in Black
  2. For the Love of God
  3. Christmas
  4. Blinded by Blood
  5. It is not Sound
  6. The Thruth
  7. In the Red
  8. Your Call
  9. Operator

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