Debutto discografico per i milanesi The Pythons, gruppo attivo sin dal 2000 e votato ad un Rock’n’Roll granitico, con degli arrangiamenti molto compatti e con un inconfondibile tocco melodico. Ciò che sorprende nel gruppo è il feeling che si è creato al suo interno: nonostante i singoli componenti provengano da background diversi (il bassista Andrew Valenza ed il chitarrista Nick Donati provengono dal Rock Blues melodico, il chitarrista Luca “The True” Umidi è un ex membro dei Thy Sirma, una Prog Metal band milanese, il cantante Francesco “Law” Castoldi ed il batterista Giorgio Costa hanno suonato negli Emisfear, senza dimenticare che Costa è un membro del gruppo dei Bloody Mary), ognuno di loro ha portato la propria influenza nella composizione delle sonorità della band. nel 2001 il gruppo ha prodotto il suo primo mini cd “In The Rain”. Uno dei brani contenuti in questo cd, “In The Rain”, è stato inserito nella compilation “Saturday – Night Live” edito dalla Sony. Nel 2003 esce il secondo mini cd della band “Four Stones” ed anche questa volta succede che uno dei brani, “Texas Queen”, sia scelto per essere inserito nella compilation “Loud Sounds n. 22”. La vera gavetta, il gruppo l’ha fatta mediante un frenetica ed incessante attività live che, culminata nella partecipazione la scorsa estate al Glam Attack dove hanno fatto da spalla ad Alice Cooper, li ha fatti conoscere al pubblico e gli ha fruttato il contratto con la Valery Records (che ha tra le sue fila anche i fenomenali e leggendari Fire Trails, band capitanata dall’inossidabile Pino Scotto). Il loro album trasuda adrenalina da ogni singola nota: basta dare un rapido ascolto a brani come “Up To You”, “My Shelter”, “Shadows”, “Black Stone” e “Texas Queen” (presenti anche nel secondo mini cd della band intitolato Four Stones), “Back To Life”, “Inner Words”, “Burnin’ Fever”, “Away” (che vede la partecipazione di Aldebran dei Bloody Mary come guest vocalist), “In The Rain” (facente parte del primo mini cd della band intitolato appunto In The Rain), con i loro riff, creati dalle chitarre di Donati e Umidi, di stampo molto anni ’80 ma capaci di entrare in circolo quasi fossero un veleno che dà assuefazione immediata. Gli unici momenti dedicati alla melodia il gruppo se li concede con la struggente ed emozionante semi-ballad “No More Answers” ed infine con “Just A Song”, un pezzo quasi in stile unplugged, brani in cui l’energia e la potenza cedono il posto a ritmi più cadenzati ed atmosferici. Per concludere posso dire solo una cosa: chi ama la musica non potrà non farsi avvinghiare nelle spire di questi terribili e letali “rettili”.
Recensione di Donato Tripoli
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.