I Grendel nascono poco più di due anni fa per volere di Mordred, Klingsor e Gothmog (già nei Neldoreth). La band
valtellinese dopo un primo periodo più vicino al black canonico decide di cambiare rotta e indirizzarsi verso
sonorità più pagane ed epiche. Infatti questo debut "Beowulf", registrato nel novembre del 2005 agli Outer Sound Studio,
stilisticamente parlando si colloca nel filone pagan del black metal, grazie a parti acustiche e molti
interventi in voce pulita che conferiscono una maggiore epicità alla proposta. Volendo fare dei paragoni si può
accostare la proposta del gruppo agli inglesi Forefather.
Un'intro sinfonica (realizzata, così come l'outro, dal guest N'astirth) molto oscura e ricca di pathos ci
introduce alla prima vera traccia: Grendel. Introdotta da un assalto in puro stile black
sorreto dall'ottimo scream di Mordred, la canzone nei suoi 5 minuti e mezzo è un ottimo sunto di quello che ci
aspetta nelle tracce successive: sfuriate black velocissime (ottima la prova del batterista Gothmog) alternate
a epici cori di facile assimilazione e stacchi acustici che craeno un'atmosfera immensamente epica veramente
adatta ai testi, tutti basati sul poema epico Beowulf. Beowulf infatti è il titolo della terza traccia che
prosegue sulla falsa riga dell'opener anche se la band riesce nel compito di rendere ogni brano differente
dagli altri rendendo facilmente identificabile ogni canzone e mantenendo fresco il prodotto anche dopo
innumerevoli ascolti. Veramente particolare la strofa velocissima sovrastata da una linea vocale pulita in
completo contrasto con la base ritmica e anche l'ottimo solo di chitarra (cosa alquanto strana per un gruppo
black) sulla parte acustica centrale.
Con The Mother of the Orc la velocità si abbassa (anche se è sempre presente qualche ottima parte più estrema)
e rende il pezzo più melodico e oscuro, con alcuni accenni ai Falkenbach. E' affidata a un'arpeggio acustico
l'inizio di Of Blood and Glory che si evolve in un altro pezzo in mid-tempo, con la voce di Mordred
protagonista con ottime linee in scream che però risultano al tempo stesso molto melodiche. I rumori di una
battaglia fanno da sottofondo all'attacco estremo di Middle Age, forse il pezzo più influenzato dal black
canonico del disco, anche se lo stile epico del gruppo è sempre riconoscibile in alcune parti più rallentate
come ad esempio nello stacco centrale con i cori che si alternano agli scream, creando una spece di ottimo
duetto. Da sottolineare ancora una volta l'ottima prova del velocissimo Gothmog dietro le pelli, sicuramente il
batterista ideale per questo genere. Come si può già intuire dal titolo, con The Golden Palace of Heorot il
gruppo ritorna su lidi estremamente epici, con l'ottima voce pulita protagonista e ottime melodie di chitarra
che si alternano ad arpeggi e a parti recitate prima dell'attacco black (sempre comunque condito da epiche
melodie) che ci porterò verso l'Outro di tastiera a cui è affidato il compito di chiudere questa piccola
gemma.
Questo primo disco dei Grendel è un'ottima prova che il metal underground offre dei prodotto veramente
notevoli. L'ottima produzione e soprattutto delle grandi canzoni rendono questo disco superiore anche a tante
uscite di gruppi più blasonati. Lungo tutti i suoi quasi 40 minuti di lunghezza il disco non stanca ma ci
trasporta con la mente indietro nel tempo in un mondo fantastico. Spero di sentire di nuovo in tempi brevi un
altro loro disco. Consigliato a tutti gli amanti del black metal epico e pagano.
Contatti:
legendmetal@hotmail.it
Sample:
http://www.myspace.com/grendelmusic
Recensione di Simone Bonetti
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