Debutto discografico per i piacentini Listeria. La band si è formata nei primi anni ’90. Il primo vagito del gruppo arriva nel 1995 con la pubblicazione del primo demo Listeria. L’anno 1998 è un anno d’oro per il gruppo: dopo aver vinto il concorso europeo “Opening Band Contest” organizzato da Metal Hammer per supportare il tour italiano degli Iron Savior ed Edguy ed aver partecipato, con il brano “Infernal Voice”, alla compilation “The Fridge”, pubblicata dall’etichetta indipendente “Sliver Music”, la band incide il suo secondo demo Something Mind. Dopo essersi lanciati in un’intensa attività live, nel 1999 registrano, insieme al registra Zad (noto per la sua collaborazione con il gruppo rap “Articolo 31), il primo video clip del brano “Swimming In The Mud”. Dopo aver partecipato, nel 2000, con il brano “Rock Is My D.J.”, alla compilation “Fuori Base Duemila” pubblicata dal locale Fuori Orario di Reggio Emilia ed aver subito l’abbandono del bassista Luca Simonini, sostituito dal talentuoso Hanjo, il gruppo dà alla luce, nel 2003, il promo “Again”, che frutta loro un contratto con la prestigiosa etichetta finlandese Lion Music che annovera nei suoi ranghi dei veri mostri sacri del rock mondiale come Don Airey (Raimbow, Deep Purple), Neil Murray (Whitesnake), Alex Masi, Tony Martin (Black Sabbath), Ritchie Kotzen (Mr. Big, Poison) e Mike Terrana (Rage).
Forti del nuovo contratto la band si rinchiude in studio per incidere il cd che mi accingo a recensire.
Anche se relativamente giovani, i Listeria propongono un sound che è un concentrato di melodia, energia e ritmo puro. Sin dalle prime note di “Like Alì”, brano il cui intro ricorda molto “Fast As A Shark” dei mitici Accept, “Wolf Over 3D”, il cui ululato iniziale mi ha riportato in mente il brano “Powerslave”, “Swin In The Mud”, una mazzata sonora di rara potenza, “Emily”, introdotta da uno splendido duello chitarra/batteria, “Shadow”, “Don’t Believe”, “Little Star” e “Rock Is My DJ”, brani caratterizzati da delle ritmiche spaccaossa che non danno tregua e da dei chorus accattivanti che entrano subito in testa e che sembrano scritti per essere urlati a squarciagola in sede live, “Delight”, introdotta da un devastante assolo di batteria che apre alla strada ai riff assassini generati dal resto del gruppo, “Action”, introdotta da uno speaker che sembra annunciare l’inizio di un match e che mi ha riportato in mente lo splendido brano “Get The Ring”, l’ascoltatore sarà travolto in un vortice di musica che è un’unione di New Wave Of British Heavy Metal e Power Metal melodico anni ’80 e ’90. non a caso uno dei gruppi che ha ispirato la band sono gli Armoured Saint. Completano il tutto gli ottimi riff generati dalle due asce del gruppo “Ciano” Toscani e “Gigio” Boschi che ci deliziano con dei deliranti e funambolici assoli, l’ottima sezione ritmica guidata dal basso di “Hanjo” Di Gennaro e da quelle macchine infernali che rispondono ai nome di “Alex” Groppi (che ha suonato la batteria nei pezzi “Lik Alì”, “Wolf Over 3D” e “Swim In The Mud” ed “Emily”) e “Gian” Noto. Ciò che mi ha particolarmente impressionato dei Listeria è la continua ricerca ricerca di un sound che, nonostante si ispiri molto ai mostri sacri del passato e del presente, riesce comunque ad evitare la semplice scopiazzatura degli stessi ed a rimanere personale grazie all’introduzione di alcuni elementi che contribuiscono a dare al tutto un senso di freschezza tipico del metal contemporaneo.
Non a caso il gruppo ama definire il proprio stile “Shock Heavy”. C’è da augurarsi che i Listeria proseguano su questa strada, dato che i presupposti per avere un’ottima carriera ci sono tutti.
Recensione di Donato Tripoli
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.