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WhenLoveFinishes - "Destruction Technique of an..." (Vacation house records/***)

Line up:

Mirko Sacchetti - vocals
Joré Storchi - Guitar
Mirco Bennati - bass
Giulio Cavazzoni - sampler
Sandro rossi - drums and percussions
 

voto:

8
 

recensione

I Whenlovefinishes, nascono nel ormai lontano 1998. Inizialmente, il nome scelto dalla band era un altro, e praticamente tutti i componenti di allora non militano più nelle loro fila. Infatti della line up originaria, oggi rimangono solo Mirko Sacchetti e Mirco Bennati, che fra l’altro furono coloro che diedero inizio a questo progetto musicale. In questo periodo, la band eseguiva solo cover, il genere suonato era un miscuglio di rock, metal e punk. Da questo periodo iniziale fino al 2002, la band subisce vari cambiamenti di formazione, ma alla fine i due membri fondatori riescono a comporre un gruppetto molto affiatato e con le medesime idee in fatto di musica, politica e temi sociali. Fra questi ragazzi c’è pure un DJ (Giulio Cavazzoni), che con il suo operato dietro al Sampler, ha aiutato il gruppo a migliorarsi anche tecnicamente. A questo periodo risale pure il nome Whenlovefinishes. Nel marzo del 2002, viene pubblicato un demo chiamato Last world. In esso sono contenuti brani composti dal gruppo e alcune cover. Il genere proposto in questo primo demo, è prettamente metal oriented, ma il rock ed il punk non vengono estromessi dal sound dei Whenlovefinishes: i cinque membri del gruppo ritengono che lasciare spazio anche agli altri generi sia una maniera per ampliare il respiro culturale del loro sound. Inoltre i brani sono molto impegnati sia politicamente che socialmente.
Dopo Last world la qualità compositiva e la qualità dei concerti aumentano esponenzialmente, tanto che si può tranquillamente afferamre che sia qui che ha realmente avuto inizio la carriera professionale dei Whenlovefinishes.
Finalmente, ne 2004 La band é pronta a dare alle stampe il suo primo full length (presso la Vacation house records, n.d.a). Il nome dell’album è Destruction technique of an estabilished order. Il monicher é decisamente lungo e dicendolo, si rischia di perdersi per strada, ma il contenuto del platter è decisamente interessante. Il genere proposto è una specie di crossover / hardcore, che da solo non sarebbe nulla di speciale. Anzi rischierebbe di essere un sound trito e ritrito. Ma questi ragazzi hanno una marcia in più, e questa è costituita dal DJ, che col suo sampler, sa inserire degli interessanti passaggi elettronici fra i chitarroni ed il vocione. Questi elementi elettronicheggianti rendono il disco veramente particolare, e a tratti persino psichedelico. Le parti eseguite al sampler, spesso vengono inserite all’inizio dei brani, come una specie di intro. Ma esse fanno la loro bella figura pure in mezzo alle canzoni, quando la chitarra è scatenata e la voce di Mirko Sacchetti rade tutto al suolo colla sua potenza. Questi inserti si sposano perfettamente sia ai brani più potenti e decisamente ispirati all’hardcore puro e duro alla blood for blood, sia ai pezzi più crossover. Questi ultimi sinceramente non sfigurerebbero in un disco dei Linchin park. Oltre a questi effetti strani, nelle song trovano pure spazio le voci femminili e i discorsi di Che Guevara. Al quale i nostri hanno dedicato una canzone: Hasta siempre Comandante Che Guevara, cantata in spagnolo e con registrati dei brani di un suo discorso ufficiale. Questo brano va ben oltre i 7 minuti di durata e al suo interno contiene dei rif alla Carlos Santana.
Da questo brano si possono facilmente dedurre le idee politiche di questo quintetto e che temi polititci siano soliti trattare nei loro testi. Oltre a questo particolare brano, dove si può sentire suonare pure la chitarra acustica, le sonorità di questo album sono molto varie, da quelle più pesanti citate prima a quelle atmosferiche che sfociano quasi nel gothic o perlomeno nel dark. Neppure le sonorità punk rock sono state tralasciate. Comunque sia c’è da intendere che in questo combo, non solo il DJ sa suonare: pure tutti gli altri sanno fare la loro parte, e molto bene oserei dire. La chitarra è perfetta sia sui brani potenti che su quelli più tranquilli, idem per la batteria e le altre percussioni suonate dal bravo Sandro Rossi. La voce poi è bellissima, possente ed aggressiva quanto basta.
Insomma su Destruction technique of an estabilished order posso fare un'unica critica: il nome è troppo lungo e difficile da tenere a mente.

Recensione di Elisa Mattei

tracklist

  1. Beliver
  2. Nails against the wall
  3. Under control
  4. Justice
  5. 11
  6. P.c.d
  7. No more
  8. Fast’n furious
  9. Hasta siempre comandante Che Guevara
  10. Just a lie

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