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Communic - "Waves of Visual Decay" (Nuclear Blast/Audioglobe))

Line up:

Oddleif Stensland - Vocals, guitars
Tor Atle Andersen - Drums
Erik Mortensen - Bass
 

voto:

7
 

recensione

A poco più di un anno di distanza dal debutto con Conspiracy in Mind tornano sulle scene i Communic, band nata pochi anni or sono ma già accasata sotto Nuclear Blast e che sta raccogliendo consensi un po' ovunque grazie a una mistura particolare di power, thrash e qualcosa del doom e anche (cosa da non sottovalutare alle volte) una spinta pubblicitaria non indifferente.
Questo nuovo album si distanzia molto dal suo predecessore abbandonando buona parte delle parti più doom in favore di ottime sfuriate thrash, cosa che rende i pezzi nettamente più adatti ad essere suonati in sede live. I brani restano comunque lunghi e intricati così da richiedere svariati ascolti per essere assimilati. La prova tecnica del trio è ottima, soprattutto quella di Oddleif Stensland dietro al microfono anche se alle volte è quasi troppo simile a Warrel Dane dei Nevermore, band alla quale il gruppo norvegese deve molto anche musicalmente. Infatti molto spesso le influenze dei Nevermore si sentono veramente troppo, quasi al limite del plagio e infatti questo è un po' il punto debole del disco. L'essere troppo derivativi infatti fa perdere alcuni punti a questo disco, facendolo passare da ottimo a buono. Anche se va riconosciuto al gruppo il coraggio di tentare la via di strutture veramente complesse e la capacità del gruppo di farlo senza far risultare i brani noiosi all'ascolto. Per il resto il disco è veramente ben fatto, brani più devastanti come l'iniziale Under a Luminous Sky o My Bleeding Victim sono alternati a brani più melodici come la title-track o Watching it all Disappear. Menzione a parte la merita la pesantissima Fooled by the Serpent, in cui pesanti ritmiche thrash si mescolano a improvvisi break melodici che conducono all'ottimo ritornello. Ottima anche la produzione affidata alle sapienti mani di Jacob Hansen.
Peccato però per la sensazione di già sentito che accompagna i vari pezzi anche se comunque il disco nel complesso è veramente un buon album. Le premesse ci sono tutte ora è tempo che il gruppo cerchi una strada più personale, staccandosi dalle troppe influenze dei Nevermore.

Recensione di Simone Bonetti

tracklist

  1. Under A Luminous Sky
  2. Frozen Asleep In The Park
  3. Watching It All Disappear
  4. Fooled By The Serpent
  5. Waves Of Visual Decay
  6. My Bleeding Victim
  7. At Dewy Prime

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