Dopo ben 4 demo ecco il primo full-lenght, , per questa band romana, i Disease appunto, che si autodefinisce “Furious Italian Extreme Metal”. Definizione esagerata, perché la loro proposta è un buon thrash-death di stampo svedese (Darkane su tutti), tutt’altro che furiosa e estrema.
Ma passiamo ad analizzare “5th Wave, Endless”, che comincia male: le prime 3 tracce si presentano confusionare e sconclusionate, con la voce di Flavio Tempesta, fondatore della band insieme al fratello batterista Massimo, che proprio non mi aggrada, ed infatti le considero le peggiori dell’intero lotto.
Ma le critiche possono finire qui.
I restanti 6 brani presenti sono davvero potenti, ma allo stesso tempo molto puliti, (complimenti alla produzione) e permettono di apprezzare un gran batterista, Massimo Tempesta, degno di portare il cognome dell’immenso John. Ma anche gli altri componenti della band meritano un plauso, in primis Leonardo Orazi, con il suo basso sempre in primo piano alla Steve Di Giorgio che unito agli ottimi riff e ai continui cambi di tempo fa ricordare Sadus e Control Denied.
Il meglio dei Disease è racchiuso in “1000 scars (by time)”, il brano conclusivo dell’album. Una song di oltre dieci minuti che permette alla band di esprimere tutto il suo potenziale, ottimi passaggi di chitarra della coppia Mastruzzi-Tempesta, basso imponente, batteria distruttiva e originalità.
La band ha, come già sottolineato, ottime potenzialità anche se su questo album non le ha sicuramente espresse appieno ma il mio giudizio è comunque positivo, dopotutto è solo il primo album…diamo loro il tempo di crescere.
Recensione di Dimitri Borellini
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