La milanese Frost Foundation Records ha dato alle stampe un triplo demo senza nessun titolo specifico, che enumera tre Bands. I nomi dei gruppi sono: Blasphemer (Italia), Eskaton (Polonia), e Modus delicti (Italia).
I complessi in questione sono votati alle falangi più estreme della nostra musica preferita: i primi due si cimentano con un potente extreme death metal, mentre i Modus delicti propongono una cosa chiamata Serial Grind Killers.
Sulla copertina del disco campeggiano cose tipo budella e altre frattaglie che presumibilmente in origine erano all’interno di un corpo, probabilmente umano.
Dunque da questa breve prefazione generale potrete facilmente intuire che il contenuto di questo tri-demo non è proponibile all’oratorio.
Di solito, si dice Dulcis in fundo ma qui…
Italiani, potenti e decisamente marci; entrano in scena i Modus Delicti. Ho avuto il piacere di scoprire cos’è il Serial Grind Killers, ma vi assicuro che avrei preferito farne a meno. Questo “genere”, altro non è che una disordinata accozzaglia di suoni senza ne capo ne coda. Un gazzabuglio di suoni (credo) chitarracei, quelli che dovrebbero essere la batteria ed il basso in sottofondo e… una voce. Si una voce che più che un tizio che canta, sembra un orco col mal di pancia o il verso che probabilmente facevano i dinosauri quando erano affetti da emorroidi.
Nei tre brani del demo non c’è traccia di una benchè minima struttura, neanche a cercarla bene. Tenendo conto che le canzoni sono state registrate in sede live, mi sa che i musicisti un giorno si sono trovati con degli amici, hanno cominciato a suonare inventando tutto di sana pianta. Così giusto per vedere quanto casino riuscivano a fare.
Lo so che esiste una legge non scritta che raccomanda di non stroncare i gruppi emergenti ma quando ce vo’ ce vo’, e che i Modus Delicti non me ne vogliano a male.
Recensione di Elisa Mattei
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