Riecco la power – prog band statunitense alle prese con un nuovo album, il settimo della loro carriera e prodotto da Sascha Paeth e Miro (RHAPSODY). Questa volta la formazione capitanata da Thom Youngblood si cimenta in un concept album che si rifà al “Faust” di Goethe in una versione attualizzata ai nostri giorni. Si tratta comunque della prima parte (la seconda parte dovrebbe uscire nella primavera 2004). Da un punto di vista tecnico va elogiata la performance del vocalist norvegese Roy Khan che, con la sua voce più vicina a cori teatrali che power, ha contribuito alla creazione di un identità, dando un impronta personale che distingue i Kamelot dalle più classiche formazione power. Le canzoni sono molto ben studiate e mentre alcune al primo ascolto risultano più immediate, come “Centre of The Universe” e “Farewell”, altre come “The Edge of Damned” e “Descent of the Archangel” (nella quale interviene nelle vesti di special guest il nostro Turilli eseguendo un breve assolo) richiedono un ascolto più attento ed impegnato.
Di notevole interesse anche le due tracce “lente” specialmente “Wander” dove si può ascoltare una delle migliori prove per l’ex singer dei Conception. A mio avviso avrei escluso alcuni intermezzi che, alla lunga, possono risultare monotoni ma che, in molti casi, introducono l’ascoltatore al brano successivo, a volte fungendo da “separatore” tra un atto e il seguente, talvolta unificandoli tra loro. Nel complesso un album ben riuscito, la prima uscita importante per il nuovo anno, molto convincente consigliato per tutti i fan del gruppo e per gli amanti del power in generale. Notevole la versione limitata multimediale in un grazioso formato Digipack.
Recensione di Paolo Manzi
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.