Sulla scia del genere folk metal che da un paio d'anni sta dilagando nel nord Europa, ma che ormai conta numerosi adepti anche in Italia,ecco spuntare una nuova band. I KorpiKlaani (Clan della foresta) sono una band di tutto rispetto e con "Spirit of the Forest" sono già al loro terzo lavoro con il quale si fanno conoscere al di fuori dei confini della loro nazione. Il loro è un sound molto particolare che non solo unisce strumenti della tradizione folk locale finnica, come il jouhilkko, a sonorità tipicamente più metal ma fa uso anche di strumenti che molto ricordano molto le antiche ballate delle terre dalle quali provengono. Tuttavia riescono a trasmettere ancora molta epicità nelle loro canzoni che spesso sono ballad allegre che molto si addicono a situazioni festose o a serate da osteria con un boccale di birra in mano. Alcune volta ricordano anche i loro compatrioti Finntroll anche se nelle canzoni dei Korpiklaani è del tutto assente la matrice black che ha caratterizzato i loro primi album. Sono ben quattordici le tracce che compongono l'album tutte curate nei minimi dettagli e con una buona produzione che, in casi come questo dove vengono utilizzati molti strumenti differenti tra loro, trovo sia un elemento fondamentale. Tra le canzoni più allegre vanno citate "Pellonpekko" dove uno strumento che suona simile a un Benjo e violini si alternano a riff di chitarra, la totale assenza di cantato fa si che questa traccia risulti molto adatta per le vostre feste alcoliche. Sulla stessa scia di "Pellonpekko" troviamo anche "You Looked into my Eyes" dove i sei rudi uomini del nord fanno uso anche di una fisarmonica che fa si che la canzone risulti la più vicina al "Finntroll Style". Ci sono comunque anche tracce un pò più "serie" che ci ricordano l'origine metallica del combo finnico ecco allora prendere il via brani come "Before the Morning Sun", "Shaman Drum" e "Crows Brings the Spring" quest'ultima è sicuramente la traccia più epica di tutto l'album.
L'alternanza tra canzoni più "allegre" (Ballad le cui origini vanno sicuramente ricercate in canti tradizionali finlandesi) e altre più impegnate, fa si "Spirit of the Forest" non risulti mai ne scontato ne monotono e dopo numerosi ascolti fatica a trovare rivali per il dominio del lettore cd.
Recensione di Paolo Manzi
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