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Unleashed - "Midvinterblot" (SPV/Audioglobe)

Line up:

Johnny Hedlund – bass/vocals
Fredrik Folkare – guitar
Thomas Olsson – guitar
Anders Schultz – drums
 

voto:

7,5
 

recensione

Otto album per una band matura, completa e padre del death metal svedese, e otto sarà pure il voto che andrò ad assegnare…
Siamo di fronte a un album onesto e potente che riporta gli Unleashed su ottimi livelli, dopo le ultime uscite un po’ sottotono.
“Midvinterblot”, questo il titolo del lavoro, è un puro concentrato di violenza, e pur non essendo un capolavoro come annunciava il singer Johnny qualche tempo prima della release, va a inserirsi di diritto negli album da avere per i fan del death metal.
Si parte subito con la diretta e spietata “Blood Of Lies”, che sintetizza tutti gli elementi cardini della prima parte del platter: produzione ottima, riff scavezzacollo, coinvolgenza totale, testi esaltanti che inneggiano ai death metallers più incalliti e l’urlo cavernicolo del debordante Johnny.
Ho fatto riferimento alla prima metà del lavoro perché fino a “Salvation Of Mankind” l’album è veramente sconvolgente, ma poi da li in avanti si assiste a un calo enorme nell’ispirazione, le canzoni perdono quella cattiveria e quell’appeal magico che ci stava facendo gridare al capolavoro. Si risale di livello con la conclusiva “Valhalla Awaits” che tratta di mitologia scandinava, e non a caso anche nella cover è rappresentato un maestoso martello di Thor. Obiettivamente è un album troppo lungo, ancor più lungo trattandosi di un album death metal: quindici canzoni sono veramente troppe per riuscire a mantenere la stessa verve compositiva senza sbagliare un colpo.
Forse Johnny quando ha espresso il suo giudizio aveva ascoltato solo metà album…

Dimitri Borellini (Voto 8)

Vediamo ora cosa ci propone un gruppo che ha di certo una storia consistente alle sue spalle, gli Uleashed infatti hanno segnato un pezzo di storia del death metal scandinavo, insieme a ( e nell’ ombra di ) Dismember ed Entombed, capiamo subito dunque che l’orientamento di questa band è piuttosto definito, diretto e senza troppi fronzoli.
L’opening track del disco in questione è intitolata “Blood of Lies” e ci da fin da subito una buona svegliata e ci ricorda che di posto per la cattiveria ce n’è sempre, il pezzo è veloce, mediamente tirato, efficace. Nonostante il sound tipicamente grezzo del riffing di questa band e dei suoi arrangiamenti, si nota fin da subito una buona cura per la chiarezza del suono, aspetto che appare particolarmente curato nella sezione dedicata agli assoli.
“This Is Our World Now” esprime una dose ancora maggiore di presenza da parte della band scandinava, il pezzo contrappone parti arrangiate nel tipico “Tu-pa tu-pa” di batteria a pezzi con una buona doppia cassa che stende un tappeto piuttosto consistente su cui gli altri strumenti edificano il resto della canzone. Interessante l’inserimento di basse frequenze a volume sostenuto ed a tratti alterni che gonfiano il pezzo in alcune delle sue parti.
Al quarto posto troviamo la title-track, pezzo più lento e cadenzato rispetto agli altri (ma non sono del tutto assenti parti tratti più veloci). Da notare una cura estremamente dettagliata per l’assolo, studiato nei minimi particolari (più per quanto riguarda la registrazione che la composizione). Il resto del pezzo risulta però non particolarmente amalgamato, e disperde parte della sua energia.
Subito dopo abbiamo però “In Victory Or Defeat” che risolleva la tensione con ritmo più veloce ed un refrain piuttosto accattivante.
“The Avenger” che può ricordare il titolo di un album di connazionali che al momento stanno andando alquanto forte, suona (stranamente) quasi moderna, il riffing principale ed il suo arrangiamento buttano infatti un occhio ad una realtà più attuale della musica e del metal in particolare, ma quando giunge il ritornello lo sguardo torna alla scandinavia di alcuni anni fa.
Il disco si conclude con “Valhalla Awaits”, ancora un pezzo non troppo veloce, i cui toni non sono eccessivamente caratteristici.
In generale si può dire che il disco in questione sia un buon prodotto, le caratteristiche per essere un valido album death metal (di inizio anni novanta), però ci sono alcune cose che mancano per essere un ottimo disco, partendo dall’aspetto esteriore prendiamo in considerazione la registrazione e la produzione che, se da un lato ci riconsegnano suoni puliti, chiari, definiti e ben amalgamati, dall’altro mancano un po’ di impatto, il suono arriva più come un panno che avvolge piuttosto che come una martellata in faccia, la potenza è in parte dispersa. Altra pecca è il songwriting che in alcune parti risulta poco chiaro ed amalgamato.
Detto questo bisogna specificare che il disco in questione è sicuramente nella media, anzi, forse la supera anche, ma con pochi accorgimenti in più il risultato sarebbe stato del tutto convincente.

Recensione di Lorenzo Canella (Voto 7)

Recensione di Dimitri Borellini e Lorenzo Canella

tracklist

  1. Blood Of Lies
  2. This Is Our World Now
  3. We Must Join With Us
  4. Midvinterblot
  5. In Victory Or Defeat
  6. Triumph Or Genocide
  7. The Avenger
  8. Salvation Of Mankind
  9. Psycho Killer
  10. The Witch
  11. I Have Sworn Allegiance
  12. Age Of The Warrior
  13. New Dawn Rising
  14. Loyality And Pride
  15. Valhalla Awaits

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