I Mob Rules giungono al traguardo del quinto album di un onesta carriera che li vede però in discesa dopo l’interessante avvio mostrato con il debutto Savage Land e il successivo Temple of Two Sun. In Ethnolution A.D. il sound del sestetto tedesco è progredito, la base rimane sempre il metal sinfonico a tratti powereggiante degli esordi mentre alcuni break progressive e una componente sinfonica più curata sono le piacevoli novità. La prima parte del disco è una lunga suite costituita da quattro canzoni, una stacco strumentale e un intro in cui i nostri si lanciano in tematiche riguardanti gli sviluppi etnici del nostro pianeta. L’inizio è incoraggiante con il binomio Unholy War e Ashes To Ashes; la prima è piuttosto banale ma ha un bel tiro mentre la seconda mostra interessanti venature progressive. Bella anche la chiusura con il mid-tempo sinfonico di The Last Farewell. La seconda parte del disco a livello di liriche prende le distanze dal concept iniziale mentre musicalmente segue lo stesso canovaccio symphonic metal. Il livello delle songs si assesta su una sufficienza molto risicata ed accanto alla bella With Sparrows con l’ingresso finale di cori gospel troviamo episodi poco riusciti come le monotone Ain’t The One e Better Morning.
Persistono alcuni difetti cronici come la scontatezza di troppi passaggi e una voce dal registro molto limitato, non sempre all’altezza della situazione
Recensione di Matteo Cereda
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