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Mirror of Deception - "Shards" (Cyclone Empire/Audioglobe)

Line up:

Vocals, Guitars: Michael Siffermann
Guitars: Jochen Fopp
Bass: Andreas Taller
Drums: Jochen Müller
 

voto:

9
 

recensione

Appena mi è capitato nelle mani questo ultimo lavoro del quartetto teutonico (attivo sin dal lontano 1990 e giunto ora al terzo disco) l’ho ascoltato molto velocemente,rendendomi conto subito che era un disco più che piacevole ;ho poi dovuto dare precedenza ad altre recensioni e per qualche settimana ho accantonato il disco … quando l’ho riascoltato mi sono reso conto di avere nel lettore forse uno dei migliori dischi degli ultimi anni,e non solo di doom metal !
Non sto esagerando : questo disco raccoglie tutte le sfumature del doom metal ma anche questo mi pare riduttivo : infatti sento qualcosa di più delle sonorità tipiche del doom ,sento una musica che riesce a dare molto,a comunicare sentimenti e forti emozioni … insomma un piccolo gioiello che spero non passi inosservato ! E non per niente i MoD sono considerati i Germany’s Doom-Kings !! La band riesce a proporre con proprie sonorità e un proprio stile un “melting pot” eccezionale richiamando molti gruppi ma non per questo risultandone loro cloni.
Dai Black Sabbath (“Swamped”) agli ultimi Amorphis (“The Eruption”,”Insomnia”). Inoltre non mancano influenze alla Count Raven e qualche passaggio più pesante che ci porta anche in territori targati Candlemass (parlo di atmosfere,non di ritmi o riffs ! ).
Ma quello che mi ha più colpito sono stati alcuni passaggi-sfuriata molto vicini ai Tiamat di Clouds e le atmosfere maligne ,decadenti e sulfuree che solo in alcuni dischi dei Tristitia avevo trovato (“Haunted”).
“The dead pledge” e “Frozen Fortune” sono molto in sintonia con i primi lavori dei Katatonia (eccetto per la voce non in growl).
Ottima prestazione del singer che spesso ricorda un Ozzy degli anni ’70 ma che forse è da accostare al cantante degli svedesi Hellfueled (“The Capital New”).
Azzeccata la conclusiva e strumentale “Enigma” caratterizzata da passaggi epicheggianti tanto da augurarsi un suo riutilizzo con un testo. Infine segnalerei “Ghost” come la migliore canzone del disco, quella che rappresenta al meglio la musica della band : un inizio lento e ossessivo con chitarre pesantissime,seguito da una strofa cantilenante ed inquietante e un ritornello molto catchy (ho continuato a canticchiarlo per giorni !).
Buona la produzione e ricercati i suoni (finalmente una batteria che suona come una batteria,rullante compreso!!) quanto gli arrangiamenti.
Un ottimo lavoro da fare assolutamente vostro …magari come regalo per fine anno !

Recensione di Rig ap Brig

tracklist

  1. Haunted
  2. Ghost
  3. Swamped
  4. The Eruption
  5. Insomnia
  6. Dead Pledge
  7. The Capital New
  8. Pyre
  9. Frozen Fortune
  10. Enigma

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