Come sempre quando mi capita tra le mani un prodotto proveniente dal Brasile sono molto scettico visto che la terra carioca non è tipicamente propensa al metal. Ma nonostante ciò ci sono state in passato e anche tuttora delle eccezioni. Però vi dico subito che non è il caso dei Desertor.
“Cadeira de Rodas” è il secondo full length per questa band che è attiva da oltre dieci anni, ma purtroppo l’esperienza non è in questo caso sufficiente per la buona riuscita del lavoro.
Infatti le ben venti tracce che sono presenti sull’album sono caotiche e confusionarie.
La proposta di questi quattro ragazzi brasiliani è un Hardcore vecchio stile, veloce, aggressivo e brutale, addirittura certe canzoni durano meno di un minuto.
Dai titoli delle singole song si può capire che la band punta molto sul messaggio che vuole trasmettere, difatti sono trattati temi sociali come la droga, il divorzio, il razzismo e molti altri, ma purtroppo per effetto di un songwriting veramente estremo e sconclusionato gli inviti lanciati dalla band non arrivano all’ascoltatore che è costretto anzitempo a premere il tasto Stop per fermare il “rebelot” che fuoriesce dalle stereo.
Recensione di Dimitri Borellini
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.