I Midnightstorm arrivano da Gorizia, e dopo anni di lavoro arrivano la scorsa estate a produrre il loro primo demo. Questo ha quasi l'aspetto di un album vero e proprio, non solo per i ben sette brani che lo compongono, ma anche per la presentazione molto curata e professionale del disco, a partire dalla cover e dal booklet.
La principale influenza nella musica del sestetto è sicuramente rappresentata dagli Iron Maiden, anche se quà e là troviamo riferimenti al prog e più spesso parti melodiche che contribuiscono a creare l'identità del gruppo.
L'ascolto di questo demo parte da "Sirena", buon brano ispirato dove è possibile ritrovare tutte le caratteristiche appena elencate, dai riff maideniani alle parti più soffuse e dense di atmosfera. La successiva "Warcry" si apre epicamente con il suono di cavalieri al galoppo, e si presenta subito come un pezzo più veloce e diretto, con certe tonalità più aggressive del singer Igor Vetrih, che ricordano in un certo modo lo stile di Peter "Peavy" Wagner dei Rage.
La malinconica apertura di "The serpent And The Rose" ci porta in una dimensione del tutto diversa, per poi tornare al power/heavy ispirato dalla vergine di ferro, con inserti di tastiere che danno un tocco più personale.
A questo punto è ben delineato lo stile della band, ed al ritmo più accattivante di "Thunderborn" segue "The Church", mid-tempo in cui l'impronta indelebile del ritornello di tastiere (per quanto ripetitivo e di scarsa originalità) rimane ben impressa come tratto distintivo, anche se le cose migliori vengono ancora dalla solidità delle chitarre e da una certa personalità che mostra il cantante nell'interpretare le diverse tracce dell'album.
Così dopo un altro brano di ispirazione classica con un buon refrain (parliamo di "Phantom Dome"), ecco la conclusione con la lunga "Odyssey", in cui le testiere fanno velatamente da sfondo ad un ritmo dettato ancora dai riff portanti delle chitarre di Stefano e Dario, accompagniati dalla onnipresente ma poco incisiva batteria di Marco. Tra assoli e sonorità più complesse e articolate si chiude anche questo interessante brano, che segna la fine del disco.
Per farla breve il risultato è un lavoro senza dubbio piacevole, con qualche buono spunto, ma forse ancora troppo legato alla tradizione, pur in un mondo, quello della musica, dove non è mai facile trovare innovazioni interessanti, e a volte può anche essere pericoloso. Crescendo la band avrà senz'altro la possibilità di raggiungere una maturità ed una personalità più marcate, in modo da rendere il proprio sound più originale e completo.
Sito ufficiale: www.midnightstom.it
Recensione di Marco Manzi
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