Una delle leggende dell’ heavy metal proveniente dalla west coast sta per riproporsi al pubblico con nuove idee ma allo stesso tempo ancorate allo stile che ha permesso ai Metal Church di emergere dalla moltitudine di band esistenti nei primi anni ’80.
“The Weight Of The World” è il titolo dell’ ultimo album realizzato a vent’ anni di distanza dal primo lavoro, Metal Church.
Dopo cambiamenti di line-up, progetti solisti e reunion il gruppo è ora costituito da due componenti originali (Kurdt Vanderhoof alla chitarra e Kirk Arrington alla batteria) e da tre nuovi entrati. Jay Reynolds, chitarrista militante in gruppi metal già dalla fine degli anni ’70, si è fatto conoscere grazie al successo dei due album dei Malice, la sua prima band, e bisogna sottolineare che ha anche lavorato con un grande nome della scena metal, vale a dire Megadeth. Ronny Munroe è il nuovo cantante, la voce si adatta perfettamente alle parti strumentali e il suo stile è stato definito come “Rob Halford incontra Dio”. Anche il nuovo bassista possiede un buon curriculum, con il suo modo di suonare aggressivo sommato alle sue capacità vocali Steve Unger svolge un ruolo fondamentale all’ interno della “chiesa”.
Dopo tutti questi cambiamenti si potrebbe rimanere un po’ perplessi per quanto riguarda l’ originalità e la qualità di “The Weight Of The World” ma dopo un attento ascolto si nota che i nuovi arrivati non hanno certo influenzato negativamente lo stile del gruppo.
Iniziamo con “Leave Them Behind” e veniamo subito travolti da riff direttissimi e veloci. Al secondo posto troviamo la title-track, questa è più lenta e presenta una struttura varia e articolata. Con “Hero’s Soul” ritorniamo a riff taglieti mentre l’ arpeggio iniziale di “Madman’s Soul” rappresenta solo l’ introduzione di un pezzo carico di parti molto heavy. In “Souless Sky” si altrernano arpeggi costituenti la strofa con pezzi pesanti e cadenzati durante il ritornello.
Le tracce scorrono bene accompagnandoci fino alla fine del disco e facendoci apprezzare questo nuovo lavoro degli americani Metal Church.
Realizzato per la Steamhammer, questo disco, grazie alla produzione del chitarrista Kurdt Vandehoof, propone suoni ottimi e volumi equilibrati i quali permettono all’ ascoltatore di gustare a pieno la creatività e la bravura del gruppo.
Recensione di Mattia Berera
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.