Finalmente!!! Finalmente gli Holy Martyr, nostri fieri compatrioti hanno
raggiunto il traguardo del primo disco ufficiale. Perché finalmente?
Perché a differenza di quel che si potrebbe pensare questa formazione è
ormai attiva dalla metà degli anni '90. Probabilmente, in questi ultimi
anni, è stata una delle band italiane più seguite a livello underground
contando che i loro tre demo (tutti autofinanziati) hanno fatto il giro
d'Europa conquistando numerosi consensi oltre che tra gli italiani anche
tra metalheads tedeschi e greci. Un "successo" che ha portato i Nostri a
suonare in festival di rilievo come il Keep it True.
Ora è giunto il momento di spiccare il volo, di irrompere nelle orecchie di
tutti con l'epicità del sound 100% made in Sardegna con un disco il cui
titolo à già di per sé tutto un bollettino di guerra: "STILL AT WAR".
La proposta del quintetto va a ripescare da vicino proposte epic,
giustamente rivisitate e personalizzate, di formazioni quali Manilla Road,
Cirith Ungol. Si ritrovano comunque richiami a Doomsword, Wotan e
Adramelch, tutte validissime formazioni rigorosamente di casa nostra.
Tutti i brani, che trattano tematiche guerresche (il disco si apre con la
recita del giuramento del legionario), sono stati ripresi un pò da tutti i
vecchi demo, riarrangiati e, ovviamente, ri registrati: "Hatred and
Warlust", "Hail to Hellas" e "Vis et Honor".
Il risultato è uno splendido e coinvolgente mix di quanto fatto dalla band
fin'ora, dove le tematiche spaziano da epici racconti ispirati a barbari,
antichi greci e romani (per una volta tanto qualcuno si ricorda che un
tempo fummo noi a dominare il mondo).
Nessuna pecca dal punto di vista musicale, la band, vista l'esperienza
accumulata in anni di lavoro, presenta qualcosa di veramente professionale
sotto ogni punto di vista; tanto che parlare realmente di "debut" risulta
quasi un insulto all'ottimo lavoro. Sotto l'aspetto tecnico, per la scelta
dei suoni ed il bilanciamento dei vari strumenti vanno spese solamente
parole di encomio.
Lode e onore alle due chitarre di Eros Melis e Ivano Spiga (cuore pulsante
e fondatore del gruppo) che ci regalano possenti ritmiche e caldi soli di
chitarra.
"Still at War" ovvero qualcosa di imperdibile per chi vuole respirare
ancora una volta qualcosa che si possa realmente definire EPIC!
Recensione di Paolo Manzi
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.