"The Varangian Way" è il secondo disco per la formazione finlandese che con l'esordio aveva
scosso in maniera positiva pubblico e critica di tutto il globo sfornando un disco fresco,
potente e coinvolgente.
Purtroppo, nel tentativo di bissare il successo ottenuto con "Battle Metal", la band si è
andata a perdere nel classico bicchiere d'acqua.
Sfornando si brani di ottima fattura come la opener "To Holmgard And Beyond" potente e
diretta o "Fields of Gold" che richiama songs presenti sul primo disco. Purtroppo però in
gran parte del disco i Turisas la vanno a tirare troppo per le lunghe, con parti di tastiere
inutili che non portano da nessuna parte e che fanno sconfinare la formazione in quel filone
power sinfonico che poco gli si addice.
"In The Court Of Jarisleif" presente una forte componente folk di stampo slavo, un brano pressoché inutile e noioso anche se la lirica, come in altri casi, risulta avvincente. In "Five Hundred And One"
troviamo addirittura uno scream effettato quasi da nu metal.
In questo disco i Turisas sembrano dei feroci guerrieri pronti alla battaglia ma senza nessun
nemico contro cui combattere e non bastano poche canzoni e tematiche vichinghe a risollevare
le sorti di un lavoro riuscito solamente in parte.
Recensione di Paolo Manzi
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